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Scienza e ricerca

Giove 2022, il radar trentino che cercherà acqua sul pianeta

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Arrivo su Giove nel 2030

La ricerca di tracce di vita tra le lune ghiacciate di Giove coinvolge anche l'Università di Trento. La missione spaziale dell'ESA (l'Agenzia Spaziale Europea) si chiama Juice da Jupiter Icy ed sarà la prima tra le grandi missioni dell'ambizioso programma Cosmic Vision, che saranno sviluppate nell'arco dei prossimi quindici anni per l'esplorazione di nuove parti del sistema solare.

Juice sta per "JUpiter ICy moons Exlorer": lavorerà alla ricerca di tracce di vita tra le lune ghiacciate di Giove.

Uno dei principali strumenti della missione è un radar particolarmente sofisticato, che in questi anni è stato studiato da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Lorenzo Bruzzone del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione (DISI) dell'Ateneo trentino. Rime acronimo di Radar for Icy Moon Exploration è un radar spaziale ideato e studiato da un team di scienziati internazionali. Il Laboratorio di Telerilevamento del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'Informazione coordinato dal professor Lorenzo Bruzzone ha un ruolo di primo piano in Juice.

Il professore ( < nella foto a fianco) sta studiando infatti da diversi anni uno degli strumenti più importanti della missione: il radar sounder. Si tratta di uno strumento capace di "osservare" direttamente da satellite quello che avviene al di sotto della superficie delle lune ghiacciate fino ad una profondità di almeno 9 km. Lo strumento, oltre a studiare la geologia e la geofisica sottosuperficiale delle lune ghiacciate, ha il compito fondamentale di identificare l'eventuale presenza di acqua negli strati sottosuperficiali di Ganimede e di Europa. L'eventuale presenza di acqua costituirebbe una delle variabili fondamentali per ipotizzare la presenza di forme di vita elementari sulle lune ghiacciate.

Il gruppo di lavoro del radar coordinato dal professor Bruzzone comprende i più prestigiosi enti di ricerca italiani, europei e statunitensi del settore (incluso il Jet Propulsion Laboratory della NASA). Professore ordinario di Telecomunicazioni presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione (DISI) dell'Università di Trento, Lorenzo Bruzzone ha sviluppato una ricerca che trova applicazione nei sistemi automatici satellitari per il monitoraggio ambientale e del territorio, oltreché nell'esplorazione dell'universo. Autore di innumerevoli saggi e studi, dal 2009 è membro del comitato amministrativo della prestigiosaGeoscience and Remote Sensing Society, ha ricevuto numerosi premi scientifici internazionali, ed è stato ideatore e coordinatore di varie conferenze. Nel 2008 è stato nominato membro del team congiunto NASA/ESA per la definizione degli strumenti radar per le missioni nel sistema solare e ha attivamente lavorato alla definizione della missione JUICE per il sistema gioviano.

L'Agenzia Spaziale Europea ha approvato nel maggio 2012 la missione Juice, progetto particolarmente ambizioso e complesso, sia sotto il profilo scientifico, sia sotto quello economico. Con un costo stimato di 1,1 miliardi di euro, Juice ha come obiettivo l'esplorazione del sistema di Giove e delle sue lune ghiacciate. Il progetto di ricerca intende analizzare i diversi processi attivi nel sistema gioviano, fondamentali per capire quali condizioni di "abitabilità" di questi satelliti vi siano state in passato e quali vi siano attualmente. Si indagherà, inoltre, sul funzionamento del Sistema solare e sulle condizioni necessarie alla nascita dei pianeti.

La partenza della missione è programmata per il 2022 con un Ariane 5 dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese. L'arrivo della sonda europea nel sistema gioviano è previsto nel 2030 e le osservazioni dovrebbero durare almeno tre anni. In questo periodo Juice monitorerà in maniera costante l'atmosfera e il campo magnetico di Giove, studiando l'interazione del gigante pianeta gassoso con le lune Io, Europa, Ganimede e Callisto. Queste ultime tre saranno di particolare interesse, perché la loro crosta ghiacciata potrebbe nascondere dei veri e propri oceani.


< in questa foto: Giove e la Terra

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