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Acquistare casa e scoprire che è abusiva

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Il ''caso''

Le storie da SENTIRE - Hanno molti documenti a loro favore, ma hanno di fatto perso il loro sogno e i soldi. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto un appello e abbiamo voluto ascoltare la loro storia, che ha davvero dell'incredibile.
Gino e Lucia Iovino ( < nella foto sotto) vivono in affitto a Giugliano (Napoli). Avevano  comprato una casa a Casalnuovo di Napoli, e per qualche tempo ci hanno pure abitato. Ma aveva un difetto: oltre che non essere conforme a quanto pattuito, era abusiva, in un quartiere tutto abusivo dove anche scuola, palestra e auditorium sono stati edificati con documentazione irregolare. Risultato: un agglomerato di almeno 8 edifici e 288 unità che dovrebbe essere abbattuto: l'eccesso di volumetria realizzato dal costruttore era pari al doppio del limite condonabile, quindi tutta la lottizzazione è da considerarsi abusiva.
Ma il caso degli Iovino è ancor più anomalo perchè nella casa ci erano entrati prima del rogito  e subito ne avevano verificato difformità rispetto al progetto tali da indurli ad aprire subito un contenzioso con l'impresa. Dopo una lunga vicenda giudiziaria hanno vinto in Cassazione nel 2011 e quindi è stata chiesta la riapertura dei processi ma tre anni dopo, attendono ancora che sia fatta giustizia. Dicono che le responsabilità sono tutte di chi ricopre il ruolo di controllo (magistrati, avvocati) che non avrebbero fatto il loro dovere e coperto interessi poco chiari.
Il paradosso è però che - pur denunciando loro stessi l'abusivismo in quanto l'azienda ha costruito 2000 metri cubi in più del dovuto - il Comune abbia riconosciuto l'abuso, ma non proceda. Nel frattempo loro han dovuto uscire dalla casa che era stata loro consegnata prima del rogito (e del saldo finale) e vivono in affitto dopo aver perso quanto versato in acconto. Ma non è tutto: dopo il danno, la beffa. Gino e Lucia Iovino hanno anche dovuto risarcire l'impresa per occupazione. Mentre attendoni giustizia si consolano mettendo in rete ogni documento (www.dirittiviolati.it) che comprovi la loro posizione.

Signor Iovino, quando è cominciata questa vicenda?
In buona fede abbiamo sottoscritto un preliminare di acquisto versando 70 milioni di lire di caparra, convinti all'acquisto da una situazione apparentemente regolare e dal fatto che proprietari dei suoli sui quali si stava edificando e della concessione edilizia era una Confraternita sotto il Controllo della Curia di Napoli.

Quindi acquistavate sulla carta...
Sì, dopo 10 mesi versammo un acconto prezzo di 17.500.000 lire oltre IVA al 4%  e il 16.12.1994 ottenuta la consegna "materiale" dell'immobile, fummo costretti a rincorrere la società perchè l'appartamento e il complesso immobiliare del quale faceva parte era stato concluso con pessime rifiniture.

E il saldo?
Non è mai avvenuto a seguito del contenzioso sulla difformità dell'abitazione che abbiamo rilevato appena siamo andati a viverci. All’atto notarile non venne esibita dalla società la documentazione sulla regolarità del condono.

Ma come avete fatto ad entrare in una casa nuova senza averla pagata e senza un rogito?
La consegna dell'immobile era in ritardo e la società ci offrì di ricevere le chiavi prima del rogito; intanto avevamo già pagato oltre il 50% del prezzo totale in caparra, acconti e migliorie all'immobile. Forse questa consegna atipica dell'immobile fu fatta proprio per rendere più difficile la scelta di rifiutarne l'intestazione nel caso, come è capitato a noi, ci si rendesse conto, al rogito, dell'irregolarità dell'opera e si arrivasse al punto di dover chiedere i soldi indietro. Cosa che in effetti non siamo riusciti ad ottenere.

Cosa permette di dire che era una casa abusiva?
Sono state eseguite opere in difformità alla concessione in misura da non poter essere condonate, come confermato dalla Cassazione nel 2011 e dal Comune nel 2012. Nell’istanza di condono presentata non furono denunciati gli abusi di volumetria in quanto eccedenti il massimo condonabile e i pagamenti delle oblazioni risultarono incongrui anche per i pochi abusi denunciati. Il Comune chiese l’integrazione ma la società restò inadempiente.

Poi cosa accadde?
Un anno dopo era il novembre 1995, veniva rinviato il rogito presso il notaio. Che la cosa non fosse chiara era evidente, ma non riuscivamo a capirne la gravità; non essendo l'immobile conforme volevamo riavere i nostri soldi e i risarcimenti, ma attarverso varie minacce venivamo invitati a intestare l'immobile com'era.

Ma il vostro legale cosa vi disse di fare?
A dire il vero fummo male instradati dal nostro primo legale, invece di chiedere l'annullamento del preliminare e denunciare la truffa ci facemmo convincere ad adire un Arbitrato, ma ci trovammo presto invischiati nella tela di ragno che tra primo grado e l'appello ci ha fatto perdere di vista la strada maestra e perdere gli arbitrati, benchè abbiamo pagato profumatamente.

E come è andata a finire?
Con un paradosso: siamo gli unici ad aver sporto denuncia, abbiamo documenti dalla nostra parte, anche una sentenza della Cassazione Civile che decreta l'ordinanza di abbattimento dell'intero complesso di 288 unità immobiliari, ma siamo l'unica famiglia ad aver perso i soldi iniziali, a essere stati cacciati dalla casa il 7 settembre del 2004 dalla "forza pubblica".

Perché il Giudice ordina di liberare la casa nel 2004?
Risultavamo occupanti ed il Giudice agì nella convinzione che la società avesse chiesto al Comune il rilascio della certificazione di abitabilità, mentre non aveva regolarizzato neanche la richiesta di condono.

Perché vi è stato richiesto un risarcimento di circa 30.000 euro che avete pagato?
Per l’occupazione ritenuta ingiusta dell’appartamento a partire dalla consegna avvenuta nel 1994 fino alla data di sentenza. L’occupazione invece era giustificata dall’inadempienza della società costruttrice.

Ma gli altri proprietari del popoloso quartiere hanno eccepito come voi sugli immobili?
Sì, ma solo nel 2004 presentando istanze di condono in luogo della società responsabile degli abusi; istanze poi rigettate dal Comune in quanto improponibili.

Quindi ora l'intero complesso di 288 appartamenti unità immobiliari dovrebbe essere demolito?
L’abusività radicale riguarda tutte le unità immobiliari in quanto costruite in spregio alle norme vigenti con abusi insanabili, come detto. Nelle 288 unità vi sono 135 appartamenti e le restanti sono posti auto e cantinole.

Cosa chiedete?
Umanamente perdoniamo, ma reclamiamo giustizia. Ci sono stati errori procedurali. L’appello che rivolgiamo è al nostro Sindaco è a dichiarare nullo ogni tentativo di condono perchè renderebbe impossibile alla nostra controparte provare a far passare per regolari gli immobili.

E ci pare il minimo dopo tante vicissitudini.
16 luglio 2014 - Corona Perer

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