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Ambiente

Quando nei campi brillavano le lucciole

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Madre Natura

Alzi la mano chi non ha mai subito da bambino il fascino magico delle lucciole. Un tempo era il rito serale che accompagnava i giochi di generazioni di bambini, in campagna come anche in città, dove ormai non si vedono più a causa anche dell'inquinamento luminoso.

Il gioco era cercare di metterle in un bicchiere per contemplare il mistero della loro luce. Al chiaro di luna, questi piccoli animali prosperavano nei nostri paesaggi. Purtroppo oggi è raro avventurarsi in città in questo piccolo insetto che in realtà è un coleottero, un animale notturno della famiglia dei Lampiridi.

Le lucciole sono per la maggior parte alate: una caratteristica, questa, che le differenzia da altri insetti luminescenti della stessa famiglia. Si conoscono circa 2.000 specie di lucciola.

Questi insetti vivono in una serie di ambienti caldi, ma anche in regioni più temperate, e sono abitualmente avvistate nelle sere d’estate. Le lucciole amano l’umidità e popolano in gran numero le regioni umide dell’Asia e delle Americhe. Nelle zone più secche, vivono in prossimità di aree piovose o bagnate che trattengono umidità.

La luce emessa è dovuta all'ossidazione del substrato fotogeno luciferina ad ossiluciferina, che avviene in presenza di ossigeno grazie alla catalisi operata dall'enzima luciferasi. È una luce fredda, la cui lunghezza d'onda oscilla fra i 500 ed i 650 nm (nanometri). L'intensità invece varia a seconda della specie (ne esistono circa 2000). L'emissione luminosa è una funzione che si manifesta nella fase di corteggiamento precedente all'accoppiamento.Il genere Luciola non è conosciuto nei paesi di lingua anglosassone, che perciò indicano col termine di Lightningsbug, Firefly o Lichtkäfer.

Ogni tipo di intermittenza corrisponde a un segnale ottico che aiuta le lucciole a individuare potenziali partner.
Gli scienziati non sanno con esattezza in che modo gli insetti riescano ad accendere e spegnere la propria luce. Quest’ultima funge probabilmente anche da meccanismo di difesa, lanciando un chiaro segnale che mette in guardia dallo sgradevole sapore dell’insetto. Il fatto che anche le larve siano luminescenti dà sostengo a questa teoria.

Le femmine depongono le uova a terra, dove le larve si sviluppano fino allo stato adulto. Le larve sotterranee si nutrono di vermi e lumache iniettando nelle vittime un fluido paralizzante. Gli adulti evitano questo tipo di preda e si nutrono generalmente di nettare o polline, anche se alcune lucciole non mangiano affatto.
(Emilio Luzza)
 

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