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Ludopatia, immorale lo stato biscazziere

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Allarme sociale

Uno Stato che accetta che i suoi cittadini si ammalino, che ci siano famiglie sfasciate per colpa della ludopatia,  che ci guadagna e che ha due ministeri: uno della salute e uno per la Famiglia. Ma è "leader" nel mondo nel il gioco d'azzardo gestito in monopolio dallo Stato. Le scommesse sono un ottimo modo per generare entrate per lo Stato, e rappresentano una tassa volontaria che non crea problemi di consenso politico, e questo spiega perché è difficile smantellarla. In Italia lo Stato si dimostra molto più cinico del mercato. Uno Stato suicida e uno Stato killer: si fa del male e fa del male.

Il volume d'affari in Italia è di 84,4 miliardi di euro all'anno (400 miliardi nel mondo), il 22  per cento della spesa globale, gran parte dei quali provenienti da un esercito di circa 400 mila slot machine, una ogni 150 abitanti (negli USA il rapporto è doppio). La famiglia media italiana spende in media 4 mila euro all'anno in scommesse (34 miliardi la spesa totale), di cui mille vengono persi al gioco. Il 22 per cento della spesa globale del Paese se ne va in scommesse, una quota pari al 2 per cento del Pil. Un fenomeno le cui dimensioni sono raddoppiate complice la crisi. Una "piaga" (secondo alcuni) che risana le finanze dello Stato, che non a caso considera le slot machine meno pericolose del gioco del ramino, che a differenza delle prime continua a figurare nella lis...


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