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Arte e cultura

Maria Grazia Chizzola, linee di donne

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linne e punti...

Maria Grazia Chizzola (nella foto di Luciano Fox) è stata recentemente protagonista della mostra d'arte e beneficenza "Linee di donne" pensata a favore dell'Associazione di Volontariato Tumaini di Gardolo /Tn che da anni opera in Kenya con progetti di sviluppo sociale, sanitario e scolastico nella città di Nanyuki.

L'artista di Rovereto ha al suo attivo varie esposizioni personali e collettive (tra le altre: sala comunale di via Portici a Rovereto nel 2013, Calendimaggio a Nogaredo nel 2014).

Punto, linea, superficie, è il testo del 1925 in cui il grande Wassily Kandinsky esplicita il suo  pensiero. Volando un po più in basso possiamo affermare anche noi che se la donna è la linea l'uomo non potra che esssere il punto. Il punto che per sua natura sta lì, mentre la linea percorre lo spazio nel tempo. Con il punto e la linea si traccia un codice lineare, ma se intendiamo il punto come l'incrocio di due linee ecco che allora la linea basta a se stessa e non abbisogna di alcun chè per proiettarci verso il paridiso delle fate.

Linee forti, deboli, diritte, curve, sinuose, spezzate, parallele o incrociate a fomare angoli e campi di infinita varietà come infiniti sono i volti che incrociamo nelle nostre strade e nei nostri sogni. In una interessante mostra che non poteva finire in altro posto se non alla Casa delle donne abbiamo comunque e sempre linee e donne  ad affascinarci.

La Casa delle donne, accanto alla Casa del mago in Via della Terra 27 a Rovereto, il luogo ove si tessono con fili sottili lievi i racconti di un mondo a noi uomini sconosciuto. Un mondo in linea con l'animo femminile che sempre stupisce e tramanda le sue narrazioni dmadre a figlia come la linea della vita che si evolve nel tempo di generazione in generazione.

Le linee di questa mostra tracciano per lo più volti di donne: incroci sottili di poesia e di capelli o cappelli eleganti come le mani che ogni tanto affiorano per accarezzare o sostenere quei visi. Trucchi e parrucchi, lunghe ciglia che incorniciano occhi ammaglianti, dai tanti colori. Occhi appena segnati da ombretti e quache toccco di cipria. Svolazzanti velature e acuti bisbigli, traiettorie di sguardi che colpisconi diritto al cuore di immaginari attori o attrici in una commedia dell'arte di cui solo l'artista conosce il copione.

Tutto ciò, solo attraverso la magia di un segno sottile; la traccia di una traiettoria che la mano dell'artista governa elegantemente sul foglio di carta, con la precisione di un giocatore di scherma.Un'eleganza estrema fino al paradosso di rinunciare addirittura alla sacralità della superficie e della forma per rimanere ancorata alla gest: stilettata di sottili unghie o matite colorate che segnano lievemente ma tenacemente attraverso dei graffi iridescenti.

Colori cosi sottili che talvolta feriscono i nostri occhi. Si, perchè quelle linee non rimangono ancorate al foglio, ma attraverso la magia della luce raggiungono le nostre iridi e travalicando la soglia delle nostre anime immergendosi nei nostri sogni.
Siccome anche la linea più infinita è fatta da punti accostati l'uno all'altro, meglio fermarsi: le donne fate si potrebbero irritare.

Osvaldo Maffei - novembre 2014


 

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