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Arte e cultura

Mario Vespasiani ''Silentium Aurum Est''

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Viaggiare nell'infinito

Il viaggio è il tema al quale lavora da tempo Mario Vespasiani: il suo tentativo è di condurre  lo spettatore in un’esperienza che conduce alle porte dell’infinito in un cammino che richiede il silenzio necessario al raggiungimento della conoscenza di sé stessi e dell’universo.

''Silentium Aurum Est'', curata da Lucia Zappacosta,  è la serie dedicata agli ultimi lavori dell'artista marchigiano. Ispirato dal misticismo, dall’alchimia e dalla magia Vespasiani (1978) ha proposto un viaggio etereo che richiede il silenzio necessario al raggiungimento della conoscenza di sé stessi e dell’universo.

Spiega la curatrice Lucia Zappacosta che con questa mostra l'artista ha invitato a guardare in profondità dentro di noi offrendo l'opportunità di compiere un cammino alla ricerca dell’anima, parte essenziale di ogni essere umano, attraverso la dimensione trascendente del viaggio, che trasfigura la realtà.

Vespasiani rinnova la percezione del viaggio mistico attraverso la ricerca di strumenti di lettura e di interpretazione dell’esistenza personale e universale. Le antiche cartine geografiche e i paesaggi astratti diventano quindi inaspettati strumenti di orientamento: nuove mappe terrestri e celesti che si incarnano in oggetti e contenitori magici.

Pietre, borse ed altri oggetti acquistano nuove funzioni, indipendenti dalla loro natura e divengono immuni al passaggio del tempo. Mappe, bagagli e personaggi sono parte di un viaggio per riformulare la storia, censire i luoghi dello spirito e metter da parte la conoscenza necessaria ad attraversare il luogo fisico verso un altrove metafisico.

"Lo spettatore è guidato in un’esperienza che conduce alle porte dell’infinito: attraverso la partecipazione al gesto creativo, gli si offre la possibilità di astrarsi dalla sua condizione, dalla fragile realtà, e di dirigersi verso l’energia cosmica di conoscenza dell’universo" scrive la curatrice Lucia Zappacosta che indica in questa mostra una metafora della vita umana, in cui l’illuminazione si trova in un cortocircuito di equilibrio, trasformazione e movimento.

"Rappresenta un’esperienza che attraversa luoghi e relazioni, che riflette sui simboli magici, sulle geometrie delle forme e sul loro movimento". Una mostra-metafora della vita umana e del perenne cortocircuito tra equilibrio, trasformazione e movimento.
(Angela Pagani - 29.6.2014)

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