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Arte e cultura

El Lissitzky, arte come atto politico

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Fu un rivoluzionario

(Corona Perer - 13 febbraio 2014) - Per lui l’arte doveva essere essenzialmente "atto politico". Aggettivi come collettivo e sociale erano gli assi cartesiani della sua concezione artistica. Visse perciò dentro una personalissima utopia che doveva condurre ad una nuova struttura sociale in cui il nuovo ingegnere-architetto-artista fosse in grado di ridisegnare la vita quotidiana.C'è un aggettivo che lo definisce meglio di tutti: rivoluzionario.

La vita di El Lissitzky fu sempre determinata dai "vasi comunicanti" delle su varie dimensioni artistiche.  Pittore, designer, architetto, grafico, fotografo il russo Eliezer Markovič Lisickij (detto El Lissitzky) fu tra gli artisti più geniali di primo Novecento. L’arte per lui era proprio un'area nella quale dovevano confluire differenti discipline: l’architettura anzitutto e quindi il design, grafica e illustrazione ne erano la conseguenza diretta.

Era nato a Smolensk in Russia nel 1890. La grande mostra a cura di Oliva María Rubio inaugurata ieri al Mart presenta oltre 100 opere provenienti da importanti istituzioni e musei internazionali. Dopo una prima tappa in Italia, a Rovereto, la mostra sarà ospitata dai musei coproduttori: dal 23 giugno al 24 settembre 2014 a Malaga e dal 20 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 a Barcellona.
E' infatti il frutto di una progettazione internazionale perchè è stata prodotta dal Mart insieme al Museo Picasso di Malaga e alla Fundació Catalunya - La Pedrera di Barcellona in collaborazione con La Fábrica.

“El Lissitzky. L’esperienza della totalità” rilegge la sua esperienza d'artista costantemente attratto a sperimentare tutti i linguaggi per approdare ad un tipo di arte che avesse una dimensione collettiva e rivoluzionaria. Spiega la curatrice che era più che altro il "processo creativo" ad interessarlo e stimolarlo. Il Mart espone dipinti, progetti tipografici, illustrazioni di libri e riviste, studi architettonici, fotografie, fotomontaggi e fotogrammi.  È considerato il fondatore della tipografia moderna e come tale ha contribuito a sovvertire il panorama della grafica.

Nel 1919 inventa una propria forma di arte astratta che caratterizza profondamente tutta la sua produzione e la sua indagine artistica: pittura e architettura trovano così una propria dimensione archetipa (molto di quello che la sua mente immaginò, non divenne realtà) ma che fosse rivoluzionario era chiaro. Immaginò grattacieli orizzontali, condomini, interni di padiglioni per fiere, eppure fu soprattutto un artista.
 E anche sei molti dei suoi progetti architettonici non videro la luce, resta la forza del suo pensiero che come i futuristi in Europa stavano facendo era concepita come “esperienza della totalità”.


L’esperienza della totalità. El Lissitzky
Mart, Rovereto, 15 febbraio -  8 giugno 2014

A cura di Oliva María Rubio
 

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