Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Persone e idee

Adalberto Libera, l'architetto della cittą ideale

Adalberto Libera, l'architetto della cittą idealecapri.jpgadalberto_libera_a_100_anni_dalla_nascita-sentire-001.jpgmart_adalberto_libera.jpg1-adalb2.jpg
di Corona Perer

Adalberto Libera ha segnato l'architettura razionalista italiana con un tratto fortemente riconoscibile che, come ha scritto lo stesso architetto, subisce una forte crisi nel Dopoguerra. Il lavoro culturale pionieristico come fondatore del Gruppo 7 e gli esiti della collaborazione con Mario De Renzi del "periodo romano" negli anni Trenta (oltre alle opere citate ricordiamo anche il Padiglione Italiano all'Esposizione Internazionale di Chicago del 1933), conducono Adalberto Libera a ricoprire un ruolo di primo piano nella diffusione dell'architettura italiana nel mondo.

Il genio di Libera, il più noto e importante architetto del razionalismo italiano, si incontra a Trento al palazzo della Regione, in stile Le Corbusier.

Per il cinquantesimo dalla morte (nel 2013) ha preso corpo un'istituzione significativa: una Cattedra d'eccellenza per l'Architettura e la Cultura del Progetto nel territorio del Trentino dedicata proprio al, è stata istituita dalla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trento nell'ambito del corso di laurea in Ingegneria edile-architettura con il supporto di numerosi partner pubblici e privati. Il Mart gli ha dedicato  una emozionante mostra omaggio nel 2013 presentando i modelli di numerose e importanti opere da Villa Malaparte a Capri, il Palazzo delle Poste e il Palazzo dei Congressi di Roma.

L'architetto sardo Giovanni Maria Filindeu, che ha curato gli allestitimenti, ha parlato di amore per spiegare la sua scelta di organizzare nello spazio del Mart le 14 grandi riproduzioni delle vedute prospettiche dei progetti selezionati dal curatore Nicola Di Battista. Amore per l'architettura era quello che Libera sentì per tutta la vita pulsare nelle sue vene.

"Non sono fotografie giganti, ma fotografie di giganti dentro uno spazio paziente e amato da Botta" ha affermato il professionista grazie alle cui scelte il visitatore entra fisicamente nell’architettura di Adalberto Libera e ne coglie gli aspetti più intimi del segno e della composizione formale. Si entra davvero in quella città ideale che alla fine alberga nel cuore  (e nei sogni) di ogni architetto.

Ma questo transfert fisico si è integrato con gli apparati: materiali d’archivio originali relativi a ogni progetto, quali schizzi, fotografie, pubblicazioni d’epoca e soprattutto preziose relazioni tecniche redatte da Libera stesso.

Paola e Alessandro Libera presenti all'inaugurazione. Con soddisfazione hanno definito felice la scelta fatta e persino benedetta la defezione del Centre Pompidou che a questa mostra avrebbe dovuto collaborare ma in realtà non ha ancora inventariato i materiali inclusi nella donazione degli eredi. "Oggi dico che meglio di così non poteva andare, perché quei materiali sarebbero stati di troppo" ha commentato entusiasta Alessandro Libera.

L'architettura - è notorio - è uno tra i temi più difficili per chi installa, perché si rischia di naufragare o in una mostra fotografica o in una mostra didascalica articolata attorno ai modelli. Nè l'uno nè l'altro. Al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Nicola Di Battista curatore e Filindeu allestitore costruiscono attorno ad Adalberto Libera una narrazione che si completa anche con la dimensione artistica del Libera pittore.
(Corona Perer - 24 agosto 2013)



> MART su Giornale SENTIRE

Persone e idee

Persone e idee

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg google_1.png photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif