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Arte e cultura

Madrid, celebra il divisionismo

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Eventi

Il progetto espositivo “Dal Divisionismo al Futurismo” arriverà a Rovereto nel giugno 2016: due mostre che hanno in comune la significativa ricerca su un preciso periodo storico. Si tratta però di due mostre diverse, che costituiscono due tappe di un unico grande programma che ruota attorno a un nucleo di capolavori.

A Madrid e a Rovereto, attraverso una selezione di opere provenienti dalle Collezioni del Mart e da prestiti pubblici e privati, le due mostre illustrano le origini e lo sviluppo del Divisionismo in un confronto con il Futurismo: nel dialogo tra due generazioni di artisti si definisce la nascita della pittura moderna in Italia.
Partendo dal Divisionismo e dagli studi sulla luce e sul colore, i pittori italiani hanno intrapreso il percorso che ha portato alle avanguardie del XX secolo.

Dal Divisionismo al Futurismo” racconta l’arte dei maestri italiani che, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, introdussero il rivoluzionario cambiamento di mentalità su cui poggiarono le proprie basi le avanguardie del ’900 e in particolare il Futurismo.

La curatrice Beatrice Avanzi - cresciuta nel Mart di Gabriella Belli -  è la curatrice del progetto di Madrid: “Questi pittori non solo aprirono la strada verso le avanguardie italiane, ma inaugurarono le riflessioni sulla nascita stessa del mondo contemporaneo” e ancora “Il Futurismo è una costola del Divisionismo. Né la guerra, né il fascismo hanno potuto annichilire una forza tanto potente come quella dei Futuristi. In loro c’è il seme degli artisti che successivamente hanno rinnovato l’Italia.”

Il direttore della Fondazione MAPFRE, Pablo Jiménez Burillo, i curatori Beatrice Avanzi, curatrice del Museo d’Orsay di Parigi e Fernando Mazzocca, professore dell’Università degli Studi di Milano hanno ricevuto a Madrid oltre 70 opere tra cui 10 capolavori provenienti dalle Collezioni del Mart di Giacomo Balla tra queste Artemisia (Fanciulla) del 1907; Compenetrazione iridescente n. 4 (Studio della luce), 1912-1913;  Velocità d'automobile (Velocità n. 1), 1913; Vortice, 1914.

Di Umberto Boccioni si vedono a Madrid "La moglie di Balla con la figlia", 1906 e Nudo di spalle (Controluce), 1909. Ed inoltre opere di Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini.In mostra, inoltre, opere provenienti dai maggiori musei del mondo: Metropolitan Museum of Art, Centre Pompidou, Galleria d’Arte Moderna e Pinacoteca di Brera, Galleria degli Uffizi, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Museo Segantini di Saint Moritz.

Il Divisionismo si afferma nel 1891 alla Triennale di Brera, con la prima uscita “pubblica” di un gruppo di giovani pittori: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni. Questi artisti svolgono un ruolo fondamentale nel rinnovamento dell’arte italiana che trova il suo ideale proseguo nelle avanguardie storiche. In particolare, sulla forza rivoluzionaria di questa nuova poetica e sulle sue basi tecniche pone le fondamenta il Futurismo, che irrompe sulla scena dell’arte italiana all’inizio del ’900, rappresentato da Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini.

“Gli artisti italiani si concentrarono nell’esplorazione di temi universali e di idee, tentando di indagare i misteri del tempo, della vita, dell’amore e della morte.
Con questa mostra non guardiamo solo all’Italia, ma arriviamo a vedere come in tutta Europa si percorra un cammino condiviso verso il mondo moderno. Un continente nel quale le stesse idee e preoccupazioni si fondono in una sola unità stilistica” spiega Pablo Jiménez Burillo.

 

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