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Editoriale - I ponti un tempo servivano ad unire

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Il commento

di Massimo Occello - Mentre sono in corso esodi biblici  - specie dall'Africa e dall'Asia - verso l'Europa, ovunque nel mondo si ergono muri. Trump ha vinto promettendo quello in Messico.
Se in antico nacquero il Vallo di Adriano, la Muraglia cinese, e -più di recente- la Linea Maginot, ora i muri servono contro chi emigra. Ma il Presidente Mattarella ci ricorda che il filo spinato non serve di fronte a fenomeni epocali. 

 

< Rimini, Ponte Romano - Foto Giovanni Dall'Orto, aprile 2004




Intorno c'è la fine di equilibri geopolitici e focolai lenti di una nuova guerra globale: la Terza. C'é un Papa che (dopo 2000 anni) viene dall'altro mondo, che ci torna  volentieri e che osserva la realtà dagli antipodi dell'Europa.  Obama - stringedogli la mano, a Washington - ha dichiarato che i suoi obbiettivi strategici sono gli stessi di Francesco. Ambiente, pace, solidatietà.  Incredibile a vedersi in un grande Paese ebbro di sovranità ben munita, che ha allacciato piene relazioni diplomatiche col Vaticano solo nel 1984.

Costruimmo ponti, raccogliamo rifiuti. Lo fanno mentre sui loro territori si costruiscono i nuovi avamposti armati dell'Alleanza Atlantica. Si sentono forti del loro ruolo di Marca di confine mentre l'Impero vacilla? Hanno paura di una Russia che cresce, con  la quale è invece opportuno parlare di più? E' dolore antico, sofferenza patita in 70 anni di socialismo reale, che si perpetua e ottunde lo sguardo ancora oggi? Io stento a capire.


< foto:  Valle dei Templi
© C.Perer giornalesentire.it






Merkel ha faticato mesi per trovare un ancoraggio saldo per la Grecia nell'Euro; con un'inaspettata piroletta ha aperto ai migranti di Siria e del Mediterraneo una prospettiva più dignitosa; mentre scrivo cerca una via per fare parlare unita -sui migranti- un' Europa che non c'è e mai c'è stata negli ultimi 30 anni; prova a tenere relazioni positive con l'America, con la Russia e con la Cina; smussa gli spigoli del suo ruvido fronte politico interno: merita di più delle diffidenze che incontra.  Spesso per gelosia e antichi rancori.

Se non guida lei l'Europa, in questo momento non la guida nessuno! Ne abbiamo bisogno per il futuro dei nostri figli, perchè se non stiamo insieme ora -e rafforziamo l'Unione Politica Europea- non conteremo nulla domani nel mondo. E andremo a raccogliere le briciole, se i commensali saranno caritatevoli: la fine di Lazzaro.

Anche se la frode abnorme del Gruppo Wolksvaghen proietta lunghe ombre sull'affidabilità  della compagnia tedesca e sul rigore etico di alcuni attori dell' industria del paese, io credo che in questa fase bisogna dare credito alla Germania e all'azione politica della sua Cancelliera.

Certo non saranno Hollande o Cameron a guidarci verso quell'Unione, per debolezza o disinteresse o opportunismo. E finirebbero per decidere sui fatti nostri Trump e Putin. Che portano avanti, giustamente, i loro interessi.
 

 

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