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Povertā e mercati globali, che fallimento

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Angela Pagani

Un paese indebitato e povero che vede crescere le sacche di disagio e indigenza. I poveri assoluti, sono almeno 6 milioni, quasi il 10% della popolazione italiana. Vale a dire 1 su 10.

Nel 2012 erano 5 milioni circa. Sono coloro i quali non sanno come mettere insieme non uno, ma due pasti al giorno e di avere servizi essenziali. Nel 2013 circa 6 milioni di italiani non potevano accedere alle cure mediche. Nel 2014? I dati arriveranno presto e non c'è speranza che siano in flessione su queste tragiche realtà.

Ma in Italia ci sono anche 10.048.000 di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. E' quanto rileva l'Istat nel report sulla Povertà in Italia. Si sta peggio al Sud: sono poveri in maniera assoluta 725 mila persone in più tra quelle che vivono nel Mezzogiorno.Nel 2012 i poveri assoluti al Sud erano 2.347.000, nel 2013 3.072.000.


< una "carrozza" del Terzo Millennio


E intanto un nuovo record assoluto per il debito pubblico che a maggio aumenta di 20 miliardi sul mese precedente e tocca quota 2.166,3 miliardi. E' quanto emerge dal  bollettino statistico di Bankitalia. Dall'inizio dell'anno il debito e' aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%.

Nel mondo si assiste ad un impoverimento globale: l'organizzazione internazionale umanitaria Oxfam ha lanciato un monito allarmante: 146 milioni di europei, circa un terzo della popolazione del continente, sarà intrappolata in una fascia di povertà entro il 2025 come risultato delle politiche d'austerità imposte in questi anni.

“Il modello europeo è sotto attacco da politiche mal concepite, vendute al pubblico come il costo per una crescita economica stabile. Queste misure in realtà mineranno il tessuto sociale ed i diritti acquisiti nel continente, intrappolandolo i cittadini nella povertà per una generazione”, si legge nel rapporto.

Oxfam è nata nel 1942 per offrire un supporto al disastro alimentare in corso in Grecia. Nessuno avrebbe potuto pensare che 70 anni dopo saremo stati qui a dire che il paese è nuovamente in uno stato terribile”, ha dichiarato in una nota il presidente dell'associazione Max Lawson.

"Regno Unito, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna – paesi che stanno attuando aggressive misure d'austerità – registreranno tassi di diseguaglianza enorme se non invertiranno le loro politiche” ha concluso.

novembre 2014








 

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