Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Persone e idee

Michele Abbondanza ''I dream: questa volta canto''

Michele Abbondanza ''I dream: questa volta canto''abbondanza_bertoni_3.jpgmichele_abbondanza.jpgabbondanza_bertoni_1.jpg
Teatro Danza

Ironico, malinconico, esistenziale. “I dream” andato in scena al Teatro Zandonai di Rovereto è un vero e proprio assolo in cui uno straordinario one-man-show (Michele Abbondanza) narra la danza e se stesso. Si avverte quasi la necessità esistenziale di fare il punto,  di ripercorrere una carriera che l'ha portato con Antonella Bertoni nell'assoluta eccellenza della danza italiana, l' esigenza di ragionare su ciò che davvero è avanguardia e mettere a nudo anche certi snobismi del mondo della critica.

Così mentre scorrono le stagioni e le mode (la disco dance di Gloria Gaynor con la quale lo spettacolo ha inizio e più avanti i movimenti semi-automatici e spersonalizzati degli anni Ottanta), lui con il suo corpo forgiato da anni di palcoscenico e di meditazione, pone al pubblico da un lato la domanda sull'arte (cosa sia, a cosa serva, quanto a sproposito se ne parli), dall'altro narra se stesso fino a quando non compare l'altro Abbondanza: un inquietante manichino-fantoccio con cui parte un dialogo finale e si incontra anche un uomo comune - con i suoi problemi e i suoi deficit - che di professione “danza”.

Quando tutto finisce il primo timido accenno di applauso fa breccia tra il pubblico mentre tutti ancora si chiedono - nel timore di violare una pausa di senso - se lo spettacolo sia davvero finito. Parte timido ma vorrebbe essere fortissimo sin dalle prime battute. Perchè “I dream” è una narrazione in cui senti la storia di chi ha pensato la danza, l'ha innovata e l'ha praticata. Ci sono certo gli echi dei maestri da Carolyn Carslon a Pina Baush, ma c'è anche un canto d'amore per Antonella Bertoni, compagna di tanto percorso che è co-autrice ma questa volta resta in regia. E in una parte dello spettacolo.... lui è anche lei.

Nelle varie (straordinarie) metamorfosi a cui lo spettatore assiste, Abbondanza ora con una parrucca ora indossando una sottoveste narra un percorso che sembra muovere da un dubbio: se ci sia ancora qualcosa da dire nella danza contemporanea.

Sì, c'è. Lo dimostra proprio "I Dream " che - a quanto ci sembra di poter dire – parte da una domanda autobiografica e inevitabilmente diventa racconto. Si potrebbe anche intitolare “io e la danza” o “la memoria del corpo”. 

Abbondanza spiega che in effetti tutto parte da quelle visioni che “prendono le gambe”. Così questo vaneggiare fa sì che la memoria del corpo esca allo scoperto. “Ti ritrovi come un consenziente burattino a seguire una partitura di movimenti che non sapevi più di sapere e sfogliando il corpo come un libro leggi e senti vibrare qualcosa in te. Come in un gioco di specchi strizzi il caleidoscopio della mente: passi, esercizi, camminate, azioni, posizioni” aggiunge. E' il flusso di memoria (tra conscio e inconscio) a produrre la danza.

E' uno spettacolo meditativo in cui si rievoca l’incontro con le maestre (“...ti insegnano che il movimento non può essere che tuo, unico ed irripetibile, perché solo se è così lo puoi condividere e trasmettere...”) e le grandi scelte della vita: una compagnia per dire qualcosa di senso sulla danza e cantarla. Perchè questa volta Michele Abbondanza canta, oltre al resto.

“È una vita che voglio cantare” rivela. E il sogno che si concretizza regala al pubblico una straordinaria storia. Tutta da vedere, trattenendo il respiro fino al primo timido accenno di applauso che poi diventa scrosciante e libera tutta l'emozione trattenuta dal pubblico.
C.Perer - 2 febbraio 2016
 

 

 


I DREAM
con Michele Abbondanza
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con la collaborazione di Tommaso Monza
regia Michele Abbondanza
luci Andrea Gentili
produzione Compagnia Abbondanza Bertoni
con il sostegno di:
Ministero per i beni e le attività culturali – Dip. spettacolo, Provincia autonoma di Trento – Servizio attività culturali, Comune di Rovereto – Ufficio cultura, Regione autonoma Trentino - Alto Adige

Persone e idee

Persone e idee

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif