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Minori non accompagnati: il problema č accertare l'etā

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Emergenza globale

In occasione della giornata del Migrante (che cade il 15 gennaio) è stato posto l'accento sui minori non accompagnati: tanti, troppi. Il 2016 è stato un anno di sbarchi record e ne sono arrivati a migliaia. Di molti di loro si perdono le tracce. Il richiamo del Papa e le parole di Mattarella fanno il paio con i dati inquietanti sulla loro identificazione.

Ad oggi, non esiste alcun metodo scientifico che consenta una determinazione certa dell’età perché le differenze di maturazione scheletrica, accrescitiva e puberale fra soggetti della stessa età anagrafica sono frequenti, ampie e fisiologiche. Il metodo attualmente più utilizzato, la valutazione della maturazione ossea del polso e della mano, comporta un margine di errore di ± 2 anni.

Spesso, tuttavia, sul referto non viene indicato il margine di errore, il che impedisce l’applicazione del principio di presunzione della minore età in caso di dubbio. Spesso situazioni fisiologiche e genetiche, patologiche o ambientali possono accelerare o rallentare la maturazione scheletrica. A questo si aggiunge la possibilità di errore di refertazione da parte di operatori non esperti che eseguono solo occasionalmente tale prestazione.

Anche nei casi in cui gli accertamenti siano effettuati in modo così gravemente inadeguato, in genere i risultati non possono essere oggetto di contestazione in quanto il referto non viene quasi mai consegnato all’interessato né al tutore. Vi sono, poi, casi in cui vengono effettuati accertamenti sanitari anche su individui in possesso di un documento identificativo da cui risultano minorenni.

Il 6 gennaio è entrato in vigore il d.p.c.m. n. 234/16, regolamento che definisce i meccanismi per la determinazione dell’età dei minori non accompagnati vittime di tratta. La corretta identificazione come minorenni dei ragazzi e delle ragazze di età inferiore ai 18 anni che giungono nel nostro Paese costituisce un presupposto essenziale affinché siano loro applicate le misure di protezione e assistenza previste dalla normativa vigente.

Se erroneamente identificati come maggiorenni, infatti, questi adolescenti non vengono accolti in strutture per minori e spesso vengono lasciati per strada, con l’elevato rischio di essere vittime di sfruttamento a scopo sessuale o di altro tipo. In alcuni casi, inoltre, vengono trattenuti in un CIE ed espulsi.

Intanto per allontanare i migranti irregolarmente presenti sul territorio, anche attraverso un generale ritorno alla detenzione si pemsa di attivare Centri di identificazione ed espulsione (Cie) in ogni regione.

Sono le misure previste dal Governo per far sì che ogni comunità faccia la sua parte. Dopo i fatti di Cona le organizzazioni per i diritti umani ed anche la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani abbiano ripetutamente documentato le violazioni dei diritti umani cui la detenzione nei Cie ha portato.

Ma un'alternativa ai respingimenti c'è:  accettarli, coinvogerli, capirli. E' quanto si sta facendo tra Trento e Rovereto con alcuni progetti sperimentali. Se a Trento l'Università ha dato loro la possibilità di proseguire gli studi, a Rovereto si è praticata da tempo un'altra via: quella dei lavori socialmente utili con un progetto sperimentale e trasversale che si è concluso a dicembre 2016 dopo una sperimentazione di 7 mesi che ha visto i migranti impegnati nella pulizia del centro dopo un corso obbligatorio sulla sicurezza del lavoro e con l'illustrazione dei vari ambiti di competenza, degli strumenti, abbigliamento incluso, che avranno a disposizione.

Le regole erano poche, semplici e chiare: rispettare l'orario di lavoro, comportarsi in modo educato, rispettare il tutor e i colleghi e tutti i collaboratori del progetto (tra loro anche i coordinatori che avranno il compito di supervisionare il lavoro), comunicare in modo tempestivo le eventuali assenze, ma soprattutto firmare il registro delle presenze.

Per realizzare davvero il progetto serviva qualcosa di molto particolare: la collaborazione dei cittadini. Che c'è stata: i cittadini hanno apprezzato l'iniziativa. I primi commenti sui quotidiani locali  e nei social network sono stati infatti positivi, segno che si è colpito nel segno.
www.giornalesentire.it - gennaio 2017

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