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Profughi e modelli di accoglienza

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Integrare si pu˛

Un'alternativa ai muri e alle barriere c'è:  accettarli, coinvogerli, capirli. E' quanto si sta facendo tra Trento e Rovereto con alcuni progetti sperimentali. Se a Trento l'Università ha dato loro la possibilità di proseguire gli studi, a Rovereto si è praticata da tempo un'altra via: quella dei lavori socialmente utili con un progetto sperimentale e trasversale che si concluderà a dicembre 2016.

Dal 3 maggio scorso un gruppo di profughi volontari puliscono il centro cittadino, avendo aderito ad un progetto che il Comune di Rovereto e Cinformi hanno messo in atto in collaborazione con CLA - Cooperativa Jobs. Si tratta di un progetto collegiale della Giunta Comunale perchè coinvolge gli assessorati ai servizi sociali, all'ambiente e ai lavori pubblici.

Il tutto ha preso il via con un breve corso di formazione rivolto alle squadre impegnate in città: 3 distinti turni di 15 unità per un totale di 45 volontari. I tre gruppi, lavorano in sequenza per 10 settimane ciascuno, l'attività quindi terminerà a dicembre 2016. Ogni volontario è impegnato dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 12:00.

Dei 15 attualmente all'opera, 3 si occupano della manutenzione della zona di Marco, gli altri 12 che risiedono presso l'Hotel Aquila si occuperanno della manutenzione della zona di Lizzana, Lizzanella, del Lungo Leno, Corso Rosmini e piazza Rosmini.
L'attività non prevede compenso - sono quindi a tutti gli effetti dei volontari - ma sarà rilasciato un attestato di frequenza e un diploma che potranno utilizzare come credit nella loro ricerca di lavoro.

Il lavoro - come detto - è iniziato il 2 maggio con il corso obbligatorio sulla sicurezza del lavoro e con l'illustrazione dei vari ambiti di competenza, degli strumenti, abbigliamento incluso, che avranno a disposizione.

Le regole sono poche, semplici e chiare: dovranno rispettare l'orario di lavoro, comportarsi in modo educato, rispettare il tutor e i colleghi e tutti i collaboratori del progetto (tra loro anche i coordinatori che avranno il compito di supervisionare il lavoro). Dovranno comunicare in modo tempestivo le eventuali assenze, ma soprattutto dovranno firmare il registro delle presenze.

Sono dotati di una piantina, che è stata illustrata a loro nei dettagli, e di tutto il necessario per svolgere le proprie attività ovvero dell'abbigliamento di pantaloni, scarpe, felpa, giubbotto di sicurezza, guanti casacca e naturalmente ramazza e bidoncino.

"Vi chiediamo di fare il vostro lavoro con passione, ovvero di arrivare con puntualità e di non far attendere i vostri compagni di lavoro" è stato chiesto loro.

"Ci sono laureati e persone con preparazione culturale elevata, si tratta di dare senso alla loro presenza anche per una questione di autostima” sottolinea il Comune.

Ma per realizzare davvero il progetto serve qualcosa di molto particolare: la collaborazione dei cittadini. I profughi fanno questo lavoro gratuitamente perchè non possono ricevere alcun compenso, ma si tratta di far capire che l'accoglienza ovvero dare loro un tetto e un pasto caldo, può essere motivo per uno scambio virtuoso e quindi permettere anche a loro di restituire qualcosa alla nostra comunità. Aggiungere poi un saluto e un grazie a quanto stanno facendo li aiuterà a sentirsi "persone" e non dei "pesi" o vuoti a perdere.

< foto: il corso di formazione
rivolto alle squadre impegnate

a Rovereto


E questo è quanto il Comune di Rovereto ha chiesto di fare ai suoi cittadini che hanno apprezzato l'iniziativa. I primi commenti sui quotidiani locali  evnei social network sono stati infatti positivi, segno che si è colpito nel segno.

M.Occello - luglio 2016
 







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