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Persone e idee

Milan Rastislav, l'eroe bandito

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di Corona Perer

Se si cerca in rete Milan Rastislav Štefánik il primo risultato che troverete è che a lui è intitolato l'aeroporto di Bratislava, il principale di tutta la Slovacchia.

Ma poco si sa della figura di Štefánik uomo. Nato sulle alture dei Carpazi, figlio di un modesto pastore luterano, padre di 12 figli (lui era il sesto della nidiata), divenne politico, diplomatico, astronomo, nonchè artefice della leggendaria (e sconosciuta in Italia) Legione ceco slovacca, la quale combatté su vari fronti alpini italiani durante la Prima Guerra Mondiale. Una divisione che divenne dal 1918 l’asse portante delle forze armate cecoslovacche.

Štefánik ne fu tra gli artefici, e se lo possiamo incontrare "da vicino" è grazie all'ultimo libro (il decimo) di Sergio Tazzer giornalista-studioso di storia mitteleuropea che contribuisce a colmare - con il suo minuzioso lavoro - il vuoto di documentazione nel panorama editoriale italiano, tracciando la figura dello slovacco e le vicende militari e politiche legate alla Legione ceco-slovacca in Russia, in Francia ed in Italia.

La sua azione infatti non fu marginale, rispetto alle forze italiane, tanto che il 21 aprile 1918, con la firma della Convenzione militare, fu proprio il governo di Roma a riconoscere sia la Legione che il Consiglio nazionale dei paesi “Czeco-Slovacchi”, sotto cui questo esercito si poneva. Le firme erano quelle del presidente del consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando, del generale Vittorio Italico Zuppelli, ministro della Guerra, e del colonnello Milan Rastislav Štefánik. Roma riconobbe questa "entità" grazie al suo lavoro di persuasione diplomatica e politica .

«Il piccolo ufficiale vestiva sì la divisa francese, ma che era nato in Slovacchia e ad essa, come alla Boemia, alla Moravia, alla Slesia, donò gli anni della sua pur breve ma intensa vita», scrive Tazzer che lo descrive come un misto di Mazzini e di Garibaldi. Divenne anche un poco italiano perchè a Roma incontrò la donna della sua vita, quella marchesina Giuliana Benzoni che divenne anche il suo lasciapassare per molti ambienti istituzionali goverantivi e politici della capitale.

E fu anche così che Milan Rastislav Štefánik rimase la "testa" di un esercito impegnato a combattere “effettivamente e nel pieno della sua autonomia contro gli Imperi Centrali, nemici dell’Intesa”.  Eroi per la nascente Cecoslovacchia, banditi per l’Austria-Ungheria meritevoli solo della forca se catturati (come infatti avvenne). Da qui il titolo:  "Banditi o Eroi? Milan Rastislav Štefánik e la Legione Ceco-Slovacca" (Kellermann Editore, Vittorio Veneto, 2013).

A sciogliere il dubbio è lo stesso Tazzer. "Considerati legionari, si dimostrarono eroi perchè ovunque essi si trovarono a combattere (Russia, Italia, Francia) si compartarono con coraggio pari al loro amore per una patria che ancora non esisteva". Dunque uomini animati da forti ideali.

Dopo la "prima" alla  Festa internazionale della Storia, organizzata dall'Università di Bologna, il libro sarà presentato  l’8 novembre (ore 18) a Chiari a Palazzo Mozzoni. Come detto si tratta della decima fatica di Tazzer che, da saggista e studioso di storia contemporanea dei paesi dell'Europa centrale e balcanica, ha dedicato ricerche agli esuli istriani di Fiume e Dalmazia, ai ragazzi del '99 e alle vicende tragiche legate alla primavera di Praga.

Un interesse non casuale quello per l'Est Europa. Laureato in scienze della comunicazione, all'inizio degli anni settanta, Tazzer è stato infatti borsista all'istituto di giornalismo dell'università di Varsavia. Già direttore della sede regionale RAI del Veneto, capo della redazione giornalistica per il Trentino, responsabile dell'agenzia nazionale della TGR a Roma, sempre in RAI,  ha fondato nel 1995, curato e condotto fino al luglio 2011 il settimanale radiofonico mitteleuropeo "Est Ovest".

Per l'alto valore delle sue ricerche è membro effettivo della commissione scientifica del Centro di documentazione storica sulla Grande Guerra di San Polo di Piave e del comitato scientifico dell'Osservatorio del Paesaggio "Medio Piave" di Breda di Piave. Da tempo si dedica a tempo pieno alle ricerche storiche che lo hanno portato ad incrociare molti capitoli di storia e di vita assolutamente inediti.

Ed ha ragione l'autore  per ricordare al termine delle sue certosine ricerche che  "....un libro è comunque sempre un punto di partenza per conoscere, per studiare e per comprendere". E un po' ci si innamora di questa figura che non esitò a partire per il Brasile (era il 1912!)  per... osservare una eclissi di sole.  E una languida foto pubblicata nel libro lo ritrae a Tahiti.

 


> Pagine di storia: 4 novembre 1918
> Sergio Tazzer su Giornale SENTIRE
> Verso il Centenario della Grande Guerra
< nella foto: Milan Rastislav Štefánik a Tahiti

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