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Viaggi

L'inverno magnfico di Milford Sound

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in Nuova Zelanda

Lo stereotipo della vacanza invernale ci vuole tutti ben vestiti a sciare su una montagna o sull’altra, ma la stagione fredda ha molto di più da offrirci. Esistono alcune mete in tutto il mondo che durante i mesi da noi freddi assumono un fascino unico e particolare, complici giochi di luce naturale, riflessi, colori, flora e fauna e clima ideale.

Milford Sound, ad esempio, è un fiordo situato nella South Island della Nuova Zelanda ed è stato definito da Rudyard Kipling l’ottava meraviglia del mondo. L'inverno boreale è il momento migliore per visitare Milford Sound e nelle giornate limpide il mare fa da specchio sdoppiando l’immagine di questo splendore che si trova nel parco di Fiordland, che a sua volta fa parte del sito Te Wahipounamu, considerato patrimonio mondiale dell’umanità.

Le pareti rocciose di Milford Sound si innalzano per 1200 metri o più sopra al livello del mare e andare a visitare le cime dette L’Elefante o la Montagna Leone potrebbe costituire un viaggio avventuroso diverso dal solito.

Altro spettacolo unico e inimitabile è offerto dall’aurora boreale con le sue luci cangianti che oscillano dal verde al viola e colorano la notte. Questo fenomeno della natura può essere osservata da diversi luoghi nel mondo ed esistono degli hotel progettati per osservare al meglio l'aurora boreale e far godere ai clienti tale spettacolo, come mostra un articolo pubblicato su momondo.it. Tale guida presenta due hotel islandesi, due norvegesi, due finlandesi e due svedesi dai quali è possibile osservare il gioco di luci grazie alla locazione e alle strutture, che si servono di ampie vetrate oppure cupole di vetro impiantate nella neve, ma riscaldate.

Anche Ha Long Bay è considerata patrimonio dell’umanità, con le sue circa 2000 isolette che sembrano galleggiare sul mare. La baia Ha Long si trova in Vietnam e la leggenda vuole che gli dei mandarono ai vietnamiti, che stavano combattendo contro i cinesi per proteggere il proprio territorio, una famiglia di dragoni per aiutarli e che le formazioni calcaree fossero state prodotte dai draghi per creare una barriera anti-invasori.

Le isole monolitiche sono ricche di vegetazione e di grotte, che contengono stalattiti, stalagmiti e graffiti del XIX secolo; le due più grandi sono abitate e dotate di attrezzature turistiche, mentre altre offrono bellissime spiagge.

Per coloro che non possono fare a meno del mare neanche in inverno le mete più suggestive sono le Galapagos e la Barriera Corallina australiana.  Le 19 isole che formano le Galapagos sono chiamate “museo vivente e vetrina dell’evoluzione” e sono contraddistinte da un’attività vulcanica in corso, dalla confluenza di tre correnti oceaniche che le rendono un melting pot di specie marine e dalla presenza di animali insoliti come l’iguana terrestre e la tartaruga gigante.

La Barriera Corallina australiana, detta anche la Grande Barriera Corallina, è la più grande al mondo. Prendere l’aereo per andare a visitarla significa ritrovarsi di fronte a circa 3000 scogli e 900 isole estese per 2600 chilometri.

Situata nel nord-est dell’Australia e immersa nel Mare dei Coralli, la Grande Barriera è così maestosa da risultare visibile dall’orbita terrestre. Entrata a far parte del patrimonio dell’umanità nel 1981, questo enorme complesso ospita una varietà di animali e di piante elevata: oltre a pesci e molluschi, immergendosi con le bombole e le pinne sarebbe possibile incontrare almeno sei specie diverse di squali e altrettante di tartarughe marine.






Approfondimenti
> Una barriera, patrimonio di tutti

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