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Arte e cultura

Mimmo Rotella, Décollage e retro d'affiches

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di Daniela Ferrari*

L’esposizione dedicata a Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) a Palazzo Reale a Milano, dove resta allestita fino al 31 agosto 2014, è esemplare sotto molteplici punti vista. Curata da Germano Celant, promossa e prodotta dal Comune di Milano, dal Mimmo Rotella Institute e dalla Fondazione Mimmo Rotella, è innanzitutto una mostra che non ha bisogno della superfetazione di un’architettura allestitiva che aggiunga senso oppure che accompagni il visitatore lungo percorsi obbligati, perché l’opera d’arte, qui, basta a se stessa.

Si passa da una sala all’altra degli spazi espositivi, camminando sul tradizionale pavimento in battuto di terrazzo alla veneziana e si rimane immediatamente colpiti dalla pulizia della visione.

Il progetto espositivo si concentra sul periodo che va dai primi anni Cinquanta, quando Rotella dà avvio alle sue sperimentazioni sul manifesto lacerato, fino al 1964, l’anno in cui l’artista partecipa alla XXXII Biennale di Venezia.

Rientrato in Italia nel 1952, dopo una residenza alla Kansas City University, Rotella ha l’intuizione creativa che connoterà tutto il suo lavoro artistico. Vede il contesto urbano con lo sguardo amplificato che solo gli artisti possiedono, quello sguardo vivissimo che gli consente di indentificare un simbolo della propria contemporaneità e trasformarlo per elevarlo a statuto ...


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