Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Viaggi

Monastero dei Serviti di Arco: una parte sarą hotel

Monastero dei Serviti di Arco: una parte sarą hotelarco.jpgclausura_arco.jpgclausura_2.jpg
Lavori in corso

"Avremmo voluto fare un condominio sociale, ma lo stato dell'immobile richiedeva permessi e interventi di un'entità per noi insopportabile, e così per potere rimanere ad Arco e proseguire, abbiamo dovuto vendere una parte del nostro monastero". La superiora della monache Servite di Arco, suor Annamaria, avrebbe preferito non compiere quel passo. E precisa "spero che si capirà che non è certo nostro il business!".

E' infatti l'impresa Granatum srl di Arco, divenuta proprietaria di parte dell'immobile del Monastero delle Serve di Maria Addolorata ad Arco, a fare l'affare. Ne farà una struttura alberghiera dagli alti standard qualitativi legata alla promozione e alla cultura dell’olio extravergine di oliva del Garda.

"Pare che fosse l'unico progetto possibile, noi ci stiamo cautelando perchè la nostra clausura non ne risenta e si possa continuare a fare accoglienza".  La bellissima foresteria dunque resterà e le suore continueranno a fare quello che han sempre fatto: pregare e accogliere. Nel monastero attualmente vivono 4 monache e tre monaci tra i quali padre Lucio Pinkus, psicoterapeuta di prima grandezza. In sostanza il convento non sparisce, solo si rimpicciolisce.

"Finora abbiamo fatto fronte a spese pazzesche, scaldare la Chiesa non è uno scherzo, ma non ce la facevamo più e quindi abbiamo maturato la decisione di cedere la parte più monumentale. Sappiamo anche che il progetto manterrà la struttura originaria anche per i vincoli artistici vigenti e quindi ci sentiamo rassicurate. L'altermativa sarebbe stata andarsene da Arco in una casa più piccola" aggiunge suor Annamaria.

Lo splendido complesso dei Serviti, dirimpettaio al cimitero di Arco, sarà dunque trasformato in un esclusivo hotel dei prodotti tipici, del wellness, nel segmento dei resort di lusso.

Un investimento da 7 milioni di euro per trasformare l'edificio meridionale del convento delle suore di clausura ad Arco (costruito nel 1689) in un albergo 4 Stelle Superior. La Pat ha annunciato oggi con soddisfazione che diventerà anche un centro di promozione dell'olio extravergine di oliva del Garda trentino in un contesto - si legge nel verbale di accordo - "di silenzio, sobrietà e introspezione".

"Stiamo già predisponendo le alberature a difesa" spiega sorridente suor Annamaria confermando che questa è la clausola che le ha fatte in qualche modo capitolare: la garanzia che la loro clausura non sarà disturbata. "Con quanto abbiamo realizzato (circa  800.000 euro n.d.r.) ci siamo solo assicurati la possibilità di far fronte alle spese cospicue della parte di complesso monastico che resterà nelle nostrre disponibilità".

L'impresa Granatum srl prevede che la nuova attività richiederà a regime 19 addetti con l'eventuale intervento di operatore esterni per la gestione di wellness e fitness compresi nella struttura per ulteriori 12 addetti.

Nella nota ufficiale della Pat si legge inoltre che alla "vocazione" del nuovo albergo, ispirata alla cultura olivicola (verrà realizzato anche un frantoio e persino i trattamenti wellness saranno a base di olio d'oliva) si affianca l'impegno ad utilizzare i prodotti a marchio “Qualità Trentino” e ad applicare prezzi medi coerenti con la classifica alberghiera attribuita.

I clienti che vorranno ancora il silenzio, quello che i Serviti custodivano e donavano agli ospiti della foresteria, potranno ancora riceverlo suonando al campanello delle monache dove sono in molti a recarsi per meditare, studiare, riposare o ricevere un toccasana per lo Spirito. Un tipo di funzione che solo i Serviti sanno fornire. Chi invece vorrà i servizi del Resort busserà alle porte del nuovo hotel. Con discrezione e nel rispetto delle regole di un vicinato molto "speciale".
C.Perer - 26.11.2013

Viaggi

Viaggi

banner.jpg 185x190.gif colore_rosso.jpg banner_gusti.jpg viaggio_2.jpg banner_hotel.jpg logoViaggiareSicuri.jpg