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Persone e idee

La Lezione di Mons. Galantino

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di Massimo Occello*

Nei giorni precedenti il ferragosto dello scorso anno Mons. Nunzio Galantino, Vescovo emerito di Cassano all'Jonio e Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, aveva espresso ruvide critiche al Governo, responsabile di fare poco e male in tema di accoglienza dei migranti. Questo aveva originato reazioni politiche vivaci, taluna anche scomposta, e un certo turbamento nella pubblica opinione, abituata ad udire da quel pulpito parole più prudenti. Lui stesso aveva subito precisato il contesto e ridimensionato il peso delle parole, riportate senza troppo riguardo al suo ragionamento più ampio sul tema; ma ormai le polveri erano accese e molti non sono riusciti a cogliere il valore e il senso del suo dire. In sintesi, è apparso ai più un intervento a gamba tesa, ingeneroso verso un Governo che in tema di migranti fa più di tutti in Europa e, per di più, richia su questo uno scollamento sociale.

Atteso a  Pieve Tesino decise di non tenere la "lectio magstralis"  e mandò uno scritto che sorprende perchè molto distante dall'immagine che dell'Autore hanno dato complessivamente i media italiani.
Di certo molto poco emotivo rispetto all'esternazione così criticata, anche se non meno graffiante. Esprime un livello di cultura, di politica (e di passione civile) sconosciuto ai nostri rappresentanti.
Mi limito ad alcuni spunti, che mi hanno colpito, invitando alla lettura del testo integrale. Innanzitutto Galantino si presenta come "come figlio di un antico militante democristiano nella terra di Giuseppe Di Vittorio ". La terra è la Puglia dei braccianti agricoli. Cerignola, in provincia di Foggia. Il democristiano Galantino padre  condivide problemi di vita e soluzioni con il socialista (comunista dopo il 1924) Di Vittorio. Non importano le etichette. Loro s'intendono nella semplicità e nell'impegno civile per la "Ricostruzione" dell'Italia del dopoguerra.

Poi il tema della "Ricostruzione" torna spesso, con accenti diversi: si tratta di una ricostruzione etica e civile. Un ritorno alla normalità dei comportamenti umani (anche nella Politica e nell'Amministrazione). Per questo le società hanno bisogno di essere governate da cittadini consapevoli, "prima di tutto secondo giustizia". Un monito non da poco, che suppone e denuncia l'ingiustizia. Viene in mente il Festival dell'economia di quest'anno, dove il tema delle disuguaglianze crescenti nel Mondo, in Europa e in Italia, è stato fotografato bene. L'ascensore sociale non funziona più. La parità dei punti di partenza non è garantita. I poveri, per dirla con Papa Francesco, partono con l'handicap. Ma lì dietro c'è anche altro e di peggio: l'ingiustizia criminale e quella fiscale, per esempio.

Poi i cardini della "Ricostruzione" degasperiana: il rispetto assoluto del Parlamento; il bene comune al centro dell'azione politica; la laicità. Non mi dilungo perhe' su questo hanno scritto tutti. Per la forza dell'ispirazione al bene comune mi limito a ricordare Don Lorenzo Guetti, di 36 anni più anziano di De Gasperi, e la ricchezza del movimento cooperativo trentino. Che nasce da lì. Lorenzo, in senso culturale, certo preparò il lavoro di Alcide. Per la laicità osservo solo che Mons. Galantino mostra di essere più laico di molti politici, anche ex democristiani o  d'ispirazione cattolica o che si definiscono invece "laici", i quali -non sapendo che dire- prendono in prestito sempre più spesso le parole dei chierici. E sono,  parafrasando Dante, più cherchi dei chercuti.

All'Italia occorre oggi, dopo 70 anni, un'altra "Ricostruzione" (quella stessa che io ho chiamato talora terzo Risorgimento, talora secondo Rinascimento). Galantino non ha dubbi. I tre cardini di De Gasperi possono funzionare ancora. Basta appoggiarci una porta nuova: perchè quella vecchia l'abbiamo troppo presa a calci.
Abbiamo bisogno di cruda verità in questo passaggio epocale, in cui al dissesto delle economie si accompagna un ritorno al conflitto tra i potenti. Non siamo più abituati, non solo in Italia, alla verità. Ci siamo abituati alle riduzioni, ai sunti, alle novelle per i bambini. E più in generale alle scorciatoie di una cultura che urla e semplifica a caccia più di voti che di soluzioni. Su querta strada si offende la democrazia, e si prepara (involontariamente?) il terreno a forme autoritarie di salute pubblica.

Galantino dice la sua cruda verità. Noi siamo chiamati a dire la nostra verità laica, e a cercarla dentro di noi anche cercando di informarci meglio. Possibilmente da fonti terze e indipendenti. Non importa se sono piccole o grandi, ma importa che siano vere. Sentire è qui per riflettere con voi, e se possibile illuminare la strada.

* direttore responsabile



> Renzi i migranti e l'Europa - di Massimo Occello
 

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