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Scienza e ricerca

Muse propone: vedere l'invisibile

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Le grandi mostre

(maggio 2015) - Vedere l'invisibile. Tentare di datare l'età dell'universo. Capire cosa sono materia e anti-materia, per quel che la scienza almeno è riuscita a capirne.

Nella mostra del Muse realizzata con Istituto di Fisica Nucleare, Agenzia Spaziale Italiana e Università di Trento, è possibile immergersi nell'universo e - ad esempio - osservare grazie alla "camera a nebbia"  anche ciò che transita nell'aria senza essere visto:  ci sono protoni, elettroni, "moni" e particelle alfa al nucleo di elio...

Realizzata con il fondamentale apporto dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (che a Trento ha collaborazioni anche per il centro di Protonterapia) la mostra presenta modelli in scala, installazioni interattive rappresentazioni e persino  ologrammi  nei quali i principali scienziati di questo tempo spiegano la scienza, tra questi c'e anche Fabiola Gianotti recentemente nominata direttore del Cern di Ginevra.

L'Istituto nazionale di fisica nucleare è un ente di ricerca che compie Studi Avanzati sui costituenti fondamentali della materia e le leggi che li governano svolge attività di ricerca teorica e sperimentale nei campi della fisica subnucleare nucleare e nel settore delle astro particelle.

Viene esposto il modello del satellite Lisa Pathfinder per il quale c'è stato un forte contributo da parte del Dipartimento di Fisica di Trento: sarà messo in orbita nel luglio 2015 e il suo compito sarà misurare le onde gravitazionali nello spazio.

Spazio e  Tempo sono i protagonisti del percorso espositivo ad alta tecnologia che il Muse ha realizzato osando anche le sfide più ardite come quella di dare una rappresentazione del tempo terrestre e di quello astronomico con una semplice piccola installazione che mostra il nostro scorrere del tempo in rapporto a quello dell'universo.

"L'universo è un luogo mobile che si trasforma non è vuoto ma popolato di tante particelle -spiega Francesca Scianniti del team curatoriale - e il racconto di questa mostra va ai costituenti elementari della nostra vita, fra questi c'è certamente il bosone di Higgs ovvero il meccanismo che conferisce massa alla materia".

"Questa mostra è un vanto ha detto il professor Marco Andreatta presidente del Muse intervenuto alla presentazione con il Presidente dell'Istituto di fisica nucleare Fernando Ferroni, Lorenzo Pavesi del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trento e Marco Zen di FBK.

E' stata anche l'occasione per fare il punto sui principali progetti attualmente allo studio in amibito locale: il Trentino sta lavorando non solo al citato satellite Isa ma anche  al progetto di tele rilevamento e allo spettrofotometro anti-materia, nonchè ad un satellite che vede la collaborazione con la Cina.

La mostra propone davvero un viaggio "oltre": oltre i confini della conoscenza alla scoperta dei limiti con cui si confrontano fisica e astrofisica nel tentativo di comprendere e descrivere l'universo e la sua stessa genesi.

E' articolata in 4 aree tematiche che rappresentano ognuna una sfida per la scienza contemporanea : spazio-tempo energia e materia, visibile e invisibile, e origini.

Non mancano le sorprese: alla fine della mostra per il visitatore la possibilità di scoprire il proprio campo elettromagnetico e le onde prodotte dal passaggio del proprio corpo. La mostra è visitabile fino al 14 giugno 2015.
(cp)


 

< fotoservizio: www.giornalesentire.it
> l'intervista al direttore Michele Lanzinger
> il MUSE su giornale SENTIRE
 

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