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Scienza e ricerca

Il kit per sequenziare il DNA

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Muse News

Un museo della scienza che scrive anche pagine ...di storia. Che si possa definire "storico" l'esperimento di oggi non è retorica. Il MUSE ha presentato infatti il DNA Field Lab, il primo kit portatile di sequenziamento del DNA, messo a punto dai ricercatori del MUSE e dal dipartimento di genetica dell'Università di Verona - in collaborazione con Oxford Nanopore Technologies. In diretta con la Tanzania dove si trovano i ricercatori del Muse la stampa ha potuto assistere - in diretta - all'operazione di sequenziamento di un animale.
Si trattava di una rana alla quale con una piccola puntura era stato prelevato del sangue. In pochi minuti la macchina (messa a punto da una start-up di Rovereto, la Biodiversa srl), ha mappato la sequenza e ha inviato i dati via mail dalla Tanzania al laboratorio base (al Muse di Trento). Qui i tecnici han potuto decodificare la sequenza stabilendo il genere al quale l'animale apparteneva. Si tratta di assoluta anteprima scientifica che per la prima volta è stata effettuata fuori dai laboratori nella foresta di Rungwe in Tanzania.

Visibilmente soddisfatto Michele Lanzinger, direttore MUSE (< nella foto a lato)  e Massimo Bernardi, ricercatore paleontologo del museo  in collegamento diretto via skype con la Tanzania con Michele Menegon, altro ricercatore del MUSE e Massimo Dalledonne, dell’Università di Verona.
Era presente anche il direttore generale della Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto, Mariano Marroni, grazie al cui finanziamento è stato possibile condurre l'importante sperimentazione.

L'esperimento è importantissimo perchè permette di portare la scienza in luoghi remoti del pianeta, proprio in quei luoghi in cui alta è la biodiversità, ma inversamente proporzionale è la disponibilità di scienza. "Leggere il patrimonio genetico da un kit portatile è la nuova frontiera" hanno detto i ricercatori che per poter realizzare l'esperimento hanno invece dovuto partire con due voluminose valigie di attrezzature medicali e informatiche. "Nel giro di uno/due anni questo kit potrà essere utilizzato anche in ambito medico" hanno aggiunto gli studiosi che da Trento sono stati salutati dai giornalisti con un lungo applauso durante una diretta streaming alla quale hanno potuto partecipare - con domande in tempo reale - anche le maggiori testate nazionali.

Importante notare che la proprietà dei genoma sequenziati è pubblica: i dati cioè afferiscono, dopo la mappatura, a GeneBank un database scientifico internazionale che conserva il frutto del lavoro degli studiosi. Ma la novità è proprio rappresentata dalla "portabilità" del kit che rappresenta una vera e propria rivoluzione: la stessa che ha portato dal telefono con fili al cellulare. Parafrasando una celebre frase, è stato detto che si è trattato per la rana di un piccolo salto, ma di un enome balzo per la comunità scientifica che col tempo potrà avvalersi di strutture sempre più ridotte in termini di spazio ma a cui corrisponde un'enorme potenzialità. E che si tratti di una scoperta dalle enormi applicazioni è evidente.

"Pensiamo che non sarà più nemmeno necessario lavorare in cloud come abbiamo fatto oggi, ma che i dati potranno essere elaborati direttamente col laptop" hanno spiegato Dalledonne e Menegon che già oggi rientreranno in Italia. La macchina non è stata mostrata proprio perchè...già in valigia.
(www.giornalesentire.it - maggio 2015)


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Skype Trento-Tanzania
 

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