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Arte e cultura

Sissa Micheli e il rifiuto d'artista

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storie d'arte

Documentazione, messa in scena, video e fotografia. Sissa Micheli giocando su un fatto realmente accaduto, preso a paradigma (con ironia) sul destino di tanti artisti ha dato vita ad una storia di luce sulla facciata del museo. L'artista di Brunico (classe 1975) ha presentato il video “Art Theft Reversed”, letteralmente furto d’arte al contrario. Il tema è quello del rifiuto che molti artisti emergenti speriemntano sulla propria pelle ad inizio carriera.

Ed ha analizzato un tema interessante: il rifiuto. Quante volte un grande artista, un inventore o un genio della scienza si è trovato di fronte a un rifiuto prima di diventare famoso? Cose che capitano, anche ai migliori. E che però non dovrebbero scoraggiare chi crede nel proprio talento.

Parte da questa riflessione il lavoro concepito da Sissa Micheli. Il video nasce da una performance - l’artista, in tuta nera, s’insinua negli spazi di Museion e si avvicina a una vetrina. Insomma, la classica situazione da furto di opere d’arte.
Solo che, invece di sottrarre qualcosa dalle sale espositive, Sissa Micheli lo porta, di nascosto. Insomma un furto d’arte al contrario. A essere introdotto furtivamente al museo è un foglio dattiloscritto, una lettera che racconta la storia di un grande rifiuto: quello del Museum of Modern Art di New York, che nel 1956 disse di no nientemeno che a un certo Andy Warhol, che voleva donare un’opera al museo.

Allora Warhol non era ancora il genio della pop art che sarebbe diventato in seguito e il museo gli rispose che non c’era posto per il suo quadro. Pregandolo anzi di venire a riprenderselo. “Il messaggio che voglio trasmettere è che gli artisti e le artiste non dovrebbero farsi scoraggiare dai rifiuti delle grandi istituzioni, ma anzi considerarli come uno stimolo per arrivare in cima, come fu per Warho" afferma Sissa Micheli.

Il finale del video è inaspettato: la “ladra” è colta in flagrante da blitz di paparazzi che la tempestano di foto, proprio come una star. Segue un’esplosione, la vetrina sembra saltare in aria. Poi tutto torna, apparentemente, come prima. Ma qualcosa si è rovesciato nelle dinamiche del museo: questo furto al contrario è finzione o realtà?

Sissa Micheli (Brunico, 1975, vive e lavora a Vienna), residenze a Parigi, New York e Londra, numerose personali tra cui: Künstlerhaus, Halle für Kunst und Medien Graz (2014), Gallerie Goethe Bolzano (2013), Künstlerhaus Vienna (2013), Project Space - Kunsthalle Vienna (2011), MUSA Vienna. Numerose collettive tra cui: Audain Gallery, Vancouver (2013), BAWAG PSK Contemporary Vienna (2013), Kunstverein Freiburg (2010), Lentos Linz (2010), Museum der Moderne Salisburgo (2010), Spazio Gerra Reggio Emilia (2008).

10 agosto 2014



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