Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Arte e cultura

Macs Catania: Ad Imaginem Suam

Macs Catania: Ad Imaginem SuamMacS_Museo_di_Arte_Contemporanea_Sicilia_di_Catania.jpgaspettando_limprobabile_dettaglio.jpg
Tema teologico

Dodici artisti, come 12 erano gli apostoli. Il tema appare quasi teologico perciò consente di fare il parallelo. I protagonisti di "Ad Imaginem Suam" sono Marco Bolognesi, Giuseppe Bombaci, Roberta Coni, Dino Cunsolo, Peter Demetz, Giuseppe Guindani, Nunzio Paci, Nicola Pucci, Davide Puma, Silvio Porzionato, Alessandro Reggioli e Luciano Vadalà.

Al MacS di Catania l’arte figurativa è protagonista della collettiva curata da Alberto Agazzani  allestita nella  Badia piccola del Monastero di San Benedetto.

Giuseppina Napoli (Direttore MACS) afferma: "Chiediamoci a cosa serve l’arte. Non serve ad abbellire i nostri salotti, i nostri uffici, le nostre case. L’arte ha uno scopo ben preciso che è quello di stimolarci, di metterci in contatto con un  altrove che è dentro di noi prima che fuori.  rappresentazione scabrosissima al limite dell'indicibile di quella terribile, mostruosa piaga chiamata pedofilia?" afferma Alberto Agazzani (Curatore d’arte MACS).

"Il nostro è un invito a restituire all’immagine quella dignità che la nostra incapacità di interrogarci, di saper uscire dall’ovvio, ci ha tolto", ha concluso.

E così Alessandro Reggioli, fedelissimo alla propria ricerca espressiva incentrata sul cuore, espone una versione “barocca” (siciliana verrebbe da dire) delle sue sempre stupefacenti e preziose armature. Non l'uomo nella sua complessa e variamente simbolica interezza, dunque, ma il “semplice” cuore, una corazza per il cuore, più precisamente, ossia il centro delle nostre emozioni e delle nostre sofferenze.

I personaggi solitari di Peter Demetz si muovono in spazi privati di qualunque connotazione geografica o temporale. Spazi mentali verrebbe da pensare, quindi metafisici nel senso più ideale del termine. Viaggi in diverse ma egualmente silenziose solitudini, come quelle di santi e martiri eremiti, anacoreti o viaggiatori.

Luciano Vadalà non si limita a dipingere l'uomo, ma la sua malata carne pensante. Nonostante egli si concentri quasi ossessivamente sul tormento della vita, egli non rinuncia mai, in nessun momento ad esaltare il seducente mistero del corpo e la sua bellezza. Anche i suoi personaggi sono nuovi martiri, ammalati ed ammorbati da solitudini e melanconie senza requie e senza nome.

Ma l'espressione si complica e arricchisce nelle diverse interpretazioni, sottese fra teatro, visione e sogno, che ne danno Giuseppe Guindani e Nunzio Paci. In entrambi i casi il corpo induce ed introduce un mistero, in Guindani introdotto dal rapporto con la natura delle origini e la sua bellezza, in Paci dall'insondabilità di una macchina vivente perfetta”.

Visitabile fino al 14 novembre 2014.



< in questa pagina le opere dell'altoatesino Peter Demetz della serie "Aspettando l'Improbabile"

Arte e cultura

Arte e cultura

185x190.gif colore_rosso.jpg google_1.png boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif