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Le meraviglie del Bardo

Le meraviglie del BardoBardo_58.jpgBardo_11.jpgBardo_3.jpgBardo_5.jpgBardo_37.jpgBardo_82.jpgBardo_84.jpgmuseo-del-bardo_6860751.jpg
reportage - Tunisia

(Tunisi - Corona Perer) - La tragedia non è stata dimenticata e i controlli all'ingresso sono diventati molto severi. Ma la vita continua e il Bardo ha riaperto. L'incontro più "forte" è con il volto di Nettuno, che occhieggia dal passato affacciandosi nella sala del trono. Il suo volto sembra emergere possente e irato, tra le trasparenze e i giochi di luce che filtrano tra le mura del forziere post-moderno che oggi lo custodisce.

Nel museo l'architettura razionalista appare prepotente, in realtà man mano che vi si cammina al suo interno ci si accorge come la linearità assecondi ed esalti l'armonia ellenica di anfore e statue per poi farsi definitivamente da parte di fronte ai  mosaici: tanti e meravigliosi.
Tra reperti ellenistici e romani, paleocristiani, ebraici e islamici  si compie una cavalcata nella storia. Il primo incontro e' con il celebre ritratto mosaicato di Virgilio tra le sue due Muse. Più avanti le creature marine e i tanti Nettuno che abitavano nelle piscine dei signori dell'epoca. Fino all'emozione più forte: l'armatura di Annibale.

Quello che era uno dei musei più datati dell'area mediterranea (fondato nel 1888) è oggi un magnifico contenitore dopo il riordino architettonico che è stato finanziato per 30 milioni di dinari nel 2009 dalla Banca internazionale.
E' certamente una delle carte migliori per la ripresa turistica che la Tunisia può giocare. Perchè chi l'ha già visitato deve tornarci e chi va in Tunisia non può dire di esserci stato per davvero senza aver assaggiato la magnificenza di questo luogo che - insieme al parco archeologico di Cartagine - è una delle esperienze culturali più signigficative che si possa fare nell'area del Mediterraneo.

A firmare il restyling l'architetto Amira Nouira, cartaginese ma nativa di Hammamet. Nel suo sito è possibile vedere alcune delle straordinarie foto di questa cattedrale museale che pur nella sua maestosa architettura, lascia che a parlare sia il fascino e la storia dei suoi reperti.
Grazie al suo intervento architettonico il Museo del Bardo ha raddoppiato i suoi spazi mostrando al mondo almeno 8 mila pezzi della sua storia archeologica, dalla preistoria al periodo fenicio, fino al mondo numide, a quello romano e all'Islam.

Il museo inaugurato nell'ottobre 2012 non è ancora del tutto completo: mancano ancora caffetteria e book shop, ma si presenta al visitatore come una struttura di concezione avanzata: ampie vetrate, luce naturale, e collegamenti al vecchio palazzo che permettono al visitatore di camminare tra epoche, stili e tradizioni diverse dentro una magnifica casa della storia tunisina. Il progetto porta la firma dello studio parigino Codou-Hindley, ma è stata proprio l'architetto Amira Nouira a coordinare il tutto.

Posto nel cuore di Tunisi e dirimpettaio al palazzo dove oggi si riunisce il parlamento tunisino, il museo è in realtà un insieme di palazzi. Al suo interno anche il palazzo del Pascià, in stile moresco, con un harem  dove trovarono posto - durante il protettorato francese - le prime collezioni archeologiche con i mosaici romani, tra cui il famoso Trionfo di Nettuno proveniente da Chebba, che vestiva l'atrium di una casa. Emozionante, proprio nel cuore dell'harem, l'incontro con l'armatura di Annibale.
Vetri, ceramiche, monili, monete, bronzi, resti del carico di una nave greca che portava arredi probabilmente destinati a Pompei o a Roma.

Curioso il mosaico dello zodiaco-calendario, epiche le creature marine che decoravano le antiche piscine, piena di pathos la sala di Ulisse con l'eroe omerico legato all'albero maestro, i compagni dalle orecchie tappate mentre tre sirene dalle zampe di uccello li blandiscono con flauti e lire. L'opera proveniene da Dougga e risale al 260 dopo Cristo.
Di mosaico in mosaico, si procede di meraviglia in meraviglia, camminando (protetti da copri scarpe) sulle antiche vestigia proprio come potevano calpestarle chi ci ha preceduto donando al mondo queste meraviglie.

Il museo del Bardo è in assoluto una attrazione turistica che nessun viaggiatore in Tunisia possa escludere dal proprio programma di visita e che da solo, motiva un viaggio in questa terra baciata dal mare e dal sole.
Una terra che, sebbene ancora percorsa da periodiche tensioni, tanto inevitabili quanto naturali per un paese che sta compiendo lo sforzo di organizare una vera democrazia uscendo a tutti gli effetti da una dittatura e che ha voce in capitolo per reclamare il ruolo che ha svolto nell'antichità.
(riproduzione riservata)

 

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