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Pussy Riot, dove sono finite?

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maquillage mediatici

I prigionieri di coscienza non avrebbero mai dovuto essere arrestati. La pensa così Amnesty International che valutò la possibilità di una grazia di Putin una buona notizia...a metà, senza celarsi la possibilità che l'operazione fosse di maquillage e di fatti non se ne è più sentito parlare.

La Duma russa aveva approvato nel 2013 in via definitiva il progetto di amnistia presentato dal presidente Vladimir Putin. Secondo il testo finale, dovevano beneficiarne anche le Pussy Riot (oltre che gli attivisti di Greenpeace che sono stati nel frattempo liberati).

Ma è sceso il silenzio (e il mistero) su Nadezhda, la dura, la tosta, iiriducibile Pussy che sarebbe stata deportata in Siberia.

Nadezhda Tolokonnikova aveva denunciato pubblicamente le minacce ricevute da funzionari delle carceri. Il 22 ottobre 2013 Nadezhda Tolokonnikova  era stata prelevata dalla colonia penale dove stava scontando una condanna a due anni di prigionia. Una fonte dell’amministrazione penitenziaria avrebbe informato il marito circa il possibile trasferimento verso una colonia penale in Siberia.

Amnesty International ha dichiarato che un’amnistia non puo’ prendere il posto di un sistema giudiziario efficace e indipendente. Al contrario, il provvedimento e’ un’altra dimostrazione della politicizzazione della giustizia in Russia.

"E’ difficile apprezzare la legge d’amnistia adottata dalla Duma. Se avra’ effetti positivi su molte vittime dell’ingiustizia, non ridara’ una fedina penale pulita a persone condannate irregolarmente e non si estendera’ a tutti i prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, escludendo molti degli imputati per le proteste del 2012 a piazza Bolotnaya" – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

"I prigionieri di coscienza non avrebbero mai dovuto essere arrestati, incriminati e condannati per aver espresso le loro idee. Le incriminazioni e le condanne nei confronti di coloro che verranno rilasciati a seguito dell’amnistia dovranno essere cancellate. Chiediamo che gli altri prigionieri di coscienza che non beneficeranno dell’amnistia, tra cui Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev, siano scarcerati immediatamente’"– ha sottolineato Dalhuisen. Condividiamo in pieno.

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