Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Persone e idee

Pussy Riot, quando dissentire č reato

Pussy Riot, quando dissentire č reatopussy3-001.jpgpussy.jpgPussy5.jpg
maquillage mediatico?

I prigionieri di coscienza non avrebbero mai dovuto essere arrestati. La pensa così Amnesty International che valuta la grazia di Putin una buona notizia...a metà. 

La Duma russa ha infatti approvato in via definitiva il progetto di amnistia presentato dal presidente Vladimir Putin. Secondo il testo finale, beneficeranno del provvedimento anche le Pussy Riot (oltre che gli attivisti di Greenpeace che sono stati nel frattempo liberati).

Negli ultimi mesi era sceso il silenzio (e il mistero) su Nadezhda, la dura, la tosta, iiriducibile Pussy che sarebbe stata deportata in Siberia.

Nadezhda Tolokonnikova aveva denunciato pubblicamente le minacce ricevute da funzionari delle carceri. Il 22 ottobre Nadezhda Tolokonnikova  era stata prelevata dalla colonia penale dove stava scontando una condanna a due anni di prigionia. Una fonte dell’amministrazione penitenziaria avrebbe informato il marito circa il possibile trasferimento verso una colonia penale in Siberia.

Commentando l’approvazione parlamentare di una legge d’amnistia che potrebbe consentire la scarcerazione delle Pussy Riot e di alcuni detenuti di piazza Bolotnaya e il rientro in patria degli attivisti stranieri di Greenpeace, Amnesty International ha dichiarato che un’amnistia non puo’ prendere il posto di un sistema giudiziario efficace e indipendente. Al contrario, il provvedimento e’ un’altra dimostrazione della politicizzazione della giustizia in Russia.

"E’ difficile apprezzare la legge d’amnistia adottata oggi dalla Duma. Se avra’ effetti positivi su molte vittime dell’ingiustizia, non ridara’ una fedina penale pulita a persone condannate irregolarmente e non si estendera’ a tutti i prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, escludendo molti degli imputati per le proteste del 2012 a piazza Bolotnaya" – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

"I prigionieri di coscienza non avrebbero mai dovuto essere arrestati, incriminati e condannati per aver espresso le loro idee. Le incriminazioni e le condanne nei confronti di coloro che verranno rilasciati a seguito dell’amnistia dovranno essere cancellate. Chiediamo che gli altri prigionieri di coscienza che non beneficeranno dell’amnistia, tra cui Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev, siano scarcerati immediatamente’"– ha sottolineato Dalhuisen.


Roma, 18 dicembre 2013






 

DISSENSO AL FEMMINILE

> E le Femen? "Stipendiate"

Persone e idee

Persone e idee

colore_rosso.jpg google_1.png boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif