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Scienza e ricerca

Nanosensori per rilevare le muffe alimentari

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Sicurezza alimentare

La FAO ha stimato che circa il 25% dei prodotti alimentari risulta essere contaminato da parte di micotossine prodotte da funghi microscopici e filamentosi (meglio noti come “muffe”), che colonizzano le piante o le derrate alimentari, con potenziali conseguenze dannose per la salute umana e animale.

Le micotossine rappresentano un gruppo eterogeneo di sostanze chimiche, per lo più a basso peso molecolare, prodotte dal metabolismo secondario dei miceti e tossiche per l’animale e per l’uomo. In conseguenza della loro azione lesiva sulle funzioni cellulari, alcune esplicano azione nefrotossica (ocratossine), epatotossica (aflatossine), immunotossica (aflatossine, ocratossine), mutagena (aflatossine), teratogena (ocratossine) e cancerogena (aflatossine, ocratossine, fumonisine).

L’Unione Europea ha fissato nel 2006 la normativa che stabilisce i livelli massimi di micotossine in alimenti e mangimi per garantire che non siano nocivi per la salute umana o degli animali (regolamento CE n. 1881/2006 e successive modifiche) e le disposizioni relative ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di micotossine (introdotte con il regolamento CE n. 401/2006).

Fondazione Bruno Kessler e Veneto Nanotech, due dei protagonisti italiani nell’ambito delle micro e nanotecnologie, hanno deciso di firmare un accordo di collaborazione scientifica che include, tra l’altro, la realizzazione di uno speciale biosensore capace di rilevare precocemente e monitorare sul posto e in tempo reale la presenza di queste micotossine in diversi alimenti.

Questa collaborazione, ultima di una serie di ricerche svolte “a quattro mani” in vari ambiti, vuole mettere a frutto le eccellenze e le peculiarità dei due enti di ricerca, che stanno già conducendo autonomamente studi nell’ambito della nano e microsensoristica.

In particolare, FBK sta coordinando il progetto di ricerca europeo SYMPHONY (Integrated SYsteM based on PHOtonic Microresonators and Microfluidic Components for rapid detectioN of toxins in milk and dairY products), che coinvolge partner scientifici internazionali, imprese operanti nel settore della sensoristica e della microfluidica, e end-user.

Il progetto, nel settore dei microsistemi per applicazioni agroalimentari, ha l’obiettivo di sviluppare sistemi integrati portabili per la rivelazione di tossine nel latte. «Questa iniziativa – sottolinea il direttore del Centro Materiali e Microsistemi della Fondazione Bruno Kessler, Massimo Gentili – permetterà a FBK di approfondire a livello internazionale una tematica importante a livello territoriale della ricerca sui microsistemi nell’ambito delle applicazioni agroalimentari.

La collaborazione con Veneto Nanotech permetterà di sviluppare una forte sinergia delle attività di ricerca in altri ambiti».

In Veneto Nanotech l’obiettivo è migliorare i metodi di rilevazione delle micotossine entro diverse matrici alimentari, sviluppando biosensori per il controllo della contaminazione da micotossine in vini e in prodotti soggetti a trasformazione e a lavorazione in tempi rapidi e nei prodotti destinati all’alimentazione di bambini (es. latte, farine multi-cereali, succhi di frutta). Questa azione si affianca a quelle già intraprese per il monitoraggio e i controlli nel settore agro-alimentare, dove Veneto Nanotech sta sviluppando sensori e metodologie di analisi innovative in collaborazione con alcune imprese operanti nel settore della sensoristica (NSE – Next Step Engineering), nel settore viti-vinicolo (GIV, Santa Margherita, Sartori e Zonin) e in quello ortofrutticolo (Ortoromi).

«L’esperienza maturata singolarmente da Veneto Nanotech e FBK nell’ambito del trasferimento tecnologico, condivisa, acquisirà forza e efficacia, aumentando il TRL (Technology Readiness Level) di una tecnologia a così alto impatto sociale e sanitario come la biosensoristica», spiega Nicola Trevisan, direttore generale di Veneto Nanotech.

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