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La rinascita di Nicosia

La rinascita di Nicosiatarga_nicosia_giornale_sentire.jpgDSC_0071.jpgnicosia_citt_46.jpgnicosia_citt_17.jpgGreen_Line_checkpoint.jpgnicosia_citt_2.jpg
atelier, laboratori, artisti...

E' l'ultima capitale europea attraversata da un muro. Anche se a tratti il "muro" appare impalpabile (del filo spinato oppure dei bidoni nei colori bianco azzurri dell'Onu, posti uno sopra l'altro), la divisione c'è e la ferita fa male, ma Nicosia appare esteriormente come una città europea normale e serena.

Una targa, rigorosamente in territorio greco altrimenti non potrebbe starci, ricorda in Ledra Street che  Lefkosia  (nome originale di quella che noi chiamiamo Nicosia) è l'ultima capitale europea ancora divisa da un muro: da una parte i greci dall'altra i turchi. Un tempo coabitavano serenamente poi c'è stata la zampata turca.  Al di sotto della targa c'è un piccolo prefabbricato, posto nella fascia equivalente alla terra di nessuno, che fa intuire la presenza discreta della polizia, il vero check-point è più avanti.

Dopo l'invasione turca del 1974 con l'auto-proclamata Repubblica Turca di Cipro Nord, la linea di demarcazione tra le due zone è comunemente chiamata Green Line: è una terra di nessuno - tra le linee militari greco-cipriote e turco-cipriote - pattugliata dalla missione UNFICYP delle Nazioni Unite che ha il suo quartier generale nel Ledra Palace, un tempo il miglior albergo della città ed ora checkpoint.

< foto: check-point di Ledra street
sulla parte greca e libera della città
riproduzione riservata


Nicosia  è il cuore economico del paese, vi hanno sede le grandi banche e assicurazioni e tutto quanto attiene alla commercializzazione dei prodotti trasformati dai suoi tesori agricoli racchiusi nella triade mediterranea vite-ulivo-cereali malgrado il  paese abbia dovuto digerire l'occupazione del 36% del suo territorio. Il paese è ricchissimo di gas nel sottosuolo ma come sfruttarlo è ancora un problema: per portarlo all'Europa bisognerebbe passare per la parte a nord - quella occupata dai Turchi - che ne rivendicano persino i possibili proventi.

All'ingresso del centro ( < foto a fianco) c'è il monumento alla Libertà, mai finito e mai inaugurato perchè proprio in quell'anno in cui si sarebbe dovuto tagliare il nastro, era il 1974, la libertà veniva pesantemente condizionata dai Turchi.
Tra i gioielli della città assolutamente imperdibile la splendida cattedrale ortodossa di San Giovanni, con la preziosa iconostasi. A pochi passi c'è il palazzo di Makarios, indimenticato vescovo e premier che sull'isola incarnò potere spirituale e temporale fino all'occupazione dei turchi.  Si dice sia morto di crepacuore qualche anno dopo l'invasione.

La città che oggi conta 314.000 abitanti, diventa capitale dal X° secolo d. C. L'isola è sempre stata terra di conquista: abitata sin dall'età della pietra ha visto il suo suolo calpestato dai Micenei, dagli Achei, dagli Assiri (che vi riscuotevano una tassa per la sua protezione) dagli Egizi dai Persiani. Liberata da Allessandro Magno, passò ai Tolomei e quindi ai Romani. Divenne "inglese" con Riccardo Cuor di Leone che la conquistò sulla strada verso Gerusalemme per la terza crociata , francese con i Lusignano quindi veneziana e le possenti mura (del tutto simili a quelle di Palmanova in Friuli con una cinta muraria conta 11 bastioni a forma di cuore) dicono il passato veneto. Nel 1571 arrivarono gli Ottomani che rimasero per 3 secoli fino a quando non la cedettero alla Gran Bretagna. Il resto è storia recente: una battaglia non facile per ottenere l'indipendenza con la nascita della Repubblica sovrana e indipendente nel 1960. Quattordici anni dopo la ferita più grave: l'invasione turca (1974) e la divisione tra Greco-ciprioti e turco-ciprioti che fino ad allora avevano vissuto in armonia.

Passeggiando nella parte pedonale della città greca, tra negozi, turisti, invitanti taverne e caffè affollati di giovani, ci si imbatte in installazioni dove è l'arte a dire la sua di fronte alla divisione.

Una di queste, proprio al check-point di Ledra Street raggruppa in un blocco circolare di pietra le parole che stanno alla base delle tante (e finora inutili) risoluzioni presentate all'Onu o votate all'Onu: tra queste parole ci sono "diritto" "armonia" "democrazia" rispetto" che espresse in lingua greca fanno ancora più effetto perchè se c'è un popolo che ha posto le basi all'agorà democratico, quello è proprio il popolo greco.

Un'altra installazione è al Municipal Arts Center della Pierides Foundation: presenta i numeri di queste risoluzioni rimaste lettera morta. Sono scolpite su un enorme monolite dalla base specchiata conficcato e sospeso nel palazzo del centro. Riflette al di sotto le tante richieste respinte al mittente dalla Turchia. E tuttavia il centro vive e pulsa.

E' importante sapere che l'isola è dotata di meravigliose strutture turistiche ma che se vi viene proposto da qualche agenzia un pacchetto per la repubblica del Nord (quella turca), si va in un territorio non riconosciuto da nessun paese al mondo e quindi neanche dall'Italia. Infatti il Governo della Repubblica di Cipro è l'unico Governo riconosciuto sull'isola dalle Nazioni Unite, è membro dell'UE (maggio 2004). E sarà bene ricordare che così come il governo turco a nord non è riconosciuto da nessuna nazione (eccettuata ovviamente la Turchia che l'ha annesso) anche l'aeroporto turco di Tymbou chiamato Ercan funziona illegalmente, cioè senza l’autorizzazione dell’ICAO, organismo che sovraintende all'aviazione internazionale.  Non è  autorizzato e quindi... non è nemmeno sicuro. Chi si reca in quella parte ci va quindi a proprio rischio e pericolo. Per viaggiare sicuri conviene dare un'occhiata al comunicato della Farnesina sul sito del Ministero degli esteri > clicca qui

Chi va invece nella Repubblica di Cipro (posta a sud) va nella vera casa dei ciprioti: quella autentica, riconosciuta e... derubata di una sua parte. E ci si entra solo dall'aeroporto di Larnaka o dai porti di Pafos e Lesmasol.

Corona Perer - Nicosia 19.11.2014



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