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Scatti d'autore

Ombre Giorgio Salomon

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Mostra a palazzo Trentini

Palazzo Trentini ha ospitato una mostra fotografica sul tema dell'emigrazione dal titolo "Ombre". Il progetto di Giorgio Salomon (fotografo) e Franco Filippini (giornalista), con allestimento e catalogo a cura di Manuela Baldracchi mette in parallelo la situazione degli emigranti di oggi con gli sfollati trentini di 100 anni fa.

"Abbiamo fatto una impegnativa ricerca di immagini in modo da far risaltare il fatto che la storia si ripete" spiega Manuela Baldracchi .

La mostra accosta immagini di ieri e di oggi molto simili molto simili per drammaticità, eppure così distanti fra loro nel tempo. Perchè chi emigra, chi è costretto a lasciare la propria terra per povertà o per guerra vive lo stesso dramma.

"Ci siamo soffermati soprattutto sugli sguardi" spiega l'architetto Baldracchi.

"L’abbiamo chiamata “Ombre”: ombre di guerra e disperazione. Ombre come cento anni fa. Cento anni fa insieme con quelle ombre camminavano i nostri nonni. Oggi accompagnano uomini e donne che cercano un posto dove vivere" scrive nella presentazione Franco Filippini che insieme a Salomon ha visto nel volto di questi migranti  gli "...evacuati, instradati, perlustrati, accasermati, come se non avessero una propria volontà,come se non avessero alcun diritto. Come se fossero degli oggetti da amministrare" citando parole di Alcide Degasperi promunciate il 12 luglio 1917 al Parlamento di Vienna, quando si trovò ad illustrare la condizione dei 70 mila profughi trentini cacciati dalle loro case dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915. Altri 30 mila verranno sparpagliati in tutta la Penisola.



< le immagini sono di
Giorgio Salomon







"Centomila. Un terzo della popolazione residente in Trentino allora. È passato un secolo, ma la realtà descritta da Degasperi non è molto diversa da quella che stanno vivendo oggi centinaia di migliaia di profughi di Siria, Iraq, Afghanistan. L’esercito, disarmato, dei disperati che bussano alla porta di questa nostra Europa" scrive Filippini.

E le immagini scattate oggi da Giorgio Salomon, messe accanto a quelle scattate allora - un secolo fa - hanno fatto nascere l’idea di questa mostra.
Perchè le ombre smettano di essere tali e assumano la loro reale dignità: di "persone" segnate dalla più terribile sofferenza, quella di lasciare tutto e partire andando incontro a un destino non meno incerto di quanto ci si lascia alle spalle.
(C.Perer)
 

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