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Open Design Italia, sfida a colpi di idee

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72 designer

Materiali eco-compatibili, concezioni sostenibili, idee innovative. I 72 designer selezionati tra i 303 che si erano iscritti, hanno portato prototipi o prodotti finiti di grande interesse alla quinta edizione di Open Design Italia che ha portato a Trento una ventata di aria fresca. La vetrina nasce dalla forza creativa di due giovani donne laureate in architettura: Laura Succini ed  Elena Santi, con la consulenza di Valentina Croci giornalista. Nella città del festival hanno radunato - negli spazi di Trento Fiere - creativi che credono nella autoproduzione, fondata sulle tecnologie della fabbricazione digitale, ma anche alimentata dalla passione e dal talento artigianale. Molti i visitatori di settore specializzati, provenienti da diverse città italiane come Milano, Roma, Bologna, Vicenza, Venezia, Como, Lecco, Brescia e Verona. Diverse aziende, concept store e relatori hanno partecipato agli incontri B2B e alle conferenze, mettendo a disposizione le loro competenze e i migliori consigli. Nei padiglioni di Trento Fiere molte le novità: nuovi modi di concepire la sedia che diventa un multiplo: può essere tavolo, sedia e sgabello allo stesso tempo, abiti da donna ricavati rovesciando pantaloni da uomo fuori collezione, borse in cartapesta scolpita, lampade in carbonio, ceramiche fatte a mano, lampadari che vengono da materiali di riuso, oggetti ready-made o frutto di scarti di lavorazione.


< le esche di Parva by Andrea Rossi


E così si incontra l'ex istruttore di pesca che ha inventato esche artificiali per la pesca, così belle che a prima vista sembrano gioielli. "Sono di legno, poi io le disegno e ci lavoro con la resina. Funzionano molto bene in acqua" spiega Andrea Rossi che proviene dal Veneto ed è stato segnalato dalla CNA, la confederazione Nazionale dell'Artigianato. Le sue esche sono in realtà opere d'arte, alcuni dei suoi pesciolini di legno hanno squame a forma di murrina veneziana, altre sono perfettamente iridate come potrebbe esserlo una piccola trota. "La loro funzione è richiamare i pesci, ma gli anelli portano ami e facilitano la pesca" spiega il designer che per la sua ditta ha scelto un nome latino "Parva" (cioè piccola). Vende online i suoi prodotti grazie ad un blog,  ma è anche già riuscito a farsi distribuire da negozi specializzati di pesca. 


< la consolle con altoparlante di Raffaele Cetto



Di legno se ne vede parecchio a Open Design 2015 "In the middle of creativity", soprattutto balsa così leggera e flessifibile da permettere di realizzare porta bottiglie, porta cellulari, persino borse.
Raffaele Cetto, architetto e designer con la passione della fotografia, ed esperienze tra Venezia e il Benin, ha portato il suo mobile ad incastro che non a caso si chiama "Intreccio".
Pieno di casetti, vani, moduli, una volta sciolto è costituito da 6 pezzi a sè stanti che possono a loro volta diventare contenitori verticali. "Per realizzarlo ho scelto sei essenze diverse che raccontano i boschi del Trentino o la sua produzione agricola, dall'ulivo al melo". Ma stupisce la consolle con fessura: basta inserirci l'Ipad e diventa un diffusore di musica. Il rudimentale altoparlante, non è lì per bellezza: funziona.

Parole di plauso alla creatività messa in campo sono venute dal direttore del Muse Lanzinger (il museo delle scienze ha collaborato con Open Design ospitando un laboratorio). "L'innovazione è provocazione, il design gioca tra fantascienza e realtà, tra ciò che è e ciò che può essere - ha detto Lanzinger - Se vogliamo, il design è anarchico nel senso più bello del termine, senza regole perchè va oltre l'oggetto ed è questa la caratteristica che va difesa".
E di creatività in giro per il pianeta ce n'è davvero tanta: i 303 designer iscritti al bando provenivano da 33 paesi tra questi Olanda, Cambogia, Vietnam, Venezuela, Argentina, Brasile, Bangladesh, Ucraina. Da questi ne sono stati scelti 72 in base a criteri che hanno messo in primo piano originalità e funzionalità del prodotto, capacità di risolvere una filiera produttiva o magari ipotizzarla.

< i bijoux di Yoko Takirai


Sono assolutamente originali i gioielli della italo-giapponese Yoko Takirai che da Firenze, culla dell'arte orafa, ha portato una serie di gioielli dal design innovativo: sono...vuoti. Gli anelli superano il concetto di anello. La raffinatezza del risultato è molto minimal, e i bijoux in argento, foglia d'oro, acciaio, perle e smalto, sono oltre che unici, visionari: senza sostegni, si sostengono fra le dita.  Laureatasi in design negli Stati Uniti, la designer giapponese ha scelto di vivere in Italia dove ha fondato col marito Takirai Design. I suoi gioielli non sono affatto costosi se si considerano i materiali, l'elevato design, la produzione artigianale e la loro unicità.

Il collettivo FrameLab ha presentato un altro tipo di "gioiello"  intepretato nella forma più scanzonata e surreale possibile. Il gruppo si compone di 4 giovani designer venuti dalle Marche. I loro bijoux sono in...cemento. I loro solitari, che simulano la bellezza del diamante sono in plexiglass. "Tutto nasce dall'idea del maschio del gruppo: voleva regalare alla fidanzata un anello davvero speciale, unico e prezioso come un diamante". E voilà la ricerca sui materiali lo conduce a scoprire il cemento. Ora il Laboratorio ha 4 menti e 8 mani e la ferma volontà di commercializzare questi gioielli alternativi, come il girocollo che simula il papillon: indossato da una donna è molto intrigante.

Quattro premi sono stati assegnati dalla giuria, che ha passato in rassegna ciascuno dei 72 espositori alla ricerca di: originalità nel progetto, funzionalità, risoluzione della filiera produttiva e legame con il territorio manifatturiero.

Premio Open Design Italia: Atelier di Cucina. Il premio permette l’accesso ai canali di promozione di Open Design Italia, nazionali e internazionali.
     
Premio Speciale DE.MO. 2014: Nullame - Il tempo di essere. Il premio sosterrà la sua partecipazione a un evento internazionale sull’autoproduzione.
    
Premio Prezi: Tarta Original - Tarta Design. Il vincitore sarà affiancato da un grafico di Prezi che lo aiuterà a creare una presentazione personalizzata per promuovere i propri prodotti e la propria attività.
    
Premio Living: Studio Lasinger - Wood Weaving “Wovet. Il prodotto verrà pubblicato sulla prestigiosa rivista stampata Living e sul portale web www.living.corriere.it.
    
Due le menzioni speciali: per la categoria “Km 0” il prodotto Binò di Christian Mittendorfer e per “Messaggio Poetico” il progetto grafico Carte alimentari da lettera di Edizioni Precarie.

Sono stati inoltre selezionati diversi progetti per due nuovissimi premi: Premio Design at Museum - il design si fa bello nella speciale cornice del Museo, con la possibilità di essere fotografati all’interno degli spazi unici del MUSE di Trento. I vincitori: Rootless con ‘The wooden bike’, Tarta Design con ‘Tarta Original’, Little Italo con ‘Dune’, Massimiliano Alberto Ravidà con ‘Top’, Sudisegno con ‘Dodelamp’, 3Sign con ‘Pinocchio’, Antonietta Casini con ‘Cosà&Così’, Ilana Efrati con ‘Fossili mediterranei’, Wav Clothing e Studio Lasinger con i gioielli. Premiato anche Mauro Borella con ‘Ailovo’, per la sezione speciale fuori concorso.
     
 Premio dell’Accademia d’Ungheria: con l'esposizione dei propri progetti all’interno dell’Accademia d’Ungheria a fine novembre 2015. I vincitori: Rootless con ‘The wooden bike’, Defacts+Henry&Co con il ‘Salvamacchia Eatshoot’, Atelier di Cucina con ‘Pila’, Aude con ‘Woo’, Little Italo con ‘Dune’, Mangodesign con ‘Sfacciato’, Victoria Thiteux con ‘Lampkappa’, Benini e Salvaterra con ‘Terotoi’, Takirai Design con ‘Anelli Vuoto’ e Studio Lasinger con ‘Wood Weavings Wovet’.





Corona Perer, maggio 2015
fotoservizio: www.giornalesentire.it

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