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Arte e cultura

Orchestra Haydn, sulle vette della musica

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Il cartellone 2016/17

La 57a stagione concertistica 2016/17 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento annovera quattordici i concerti in programma, che toccano i due capoluoghi Bolzano e Trento.

I 14 concerti della Stagione sinfonica Haydn a Bolzano e a Trento continuano a rappresentare la punta di diamante dell’attività dell’orchestra regionale, sebbene siano ormai oltre 150 gli appuntamenti a cui essa è chiamata nell’arco di un anno, in regione, ma anche in importanti città del Paese e all’estero. La Stagione è il core business della Haydn non solo perché in essa si concentra l’attività di maggiore impegno artistico, ma anche perché ciò che all’orchestra preme è ritrovare ad ogni nuovo autunno l’incontro con il pubblico più fedele e suscitare la curiosità di nuovi spettatori.

«Un anno fa, presentando alla stampa la stagione 2015/16 – afferma Daniele Spini, direttore artistico dell’Orchestra Haydn – ricordammo le ultime parole attribuite a Goethe: “Mehr Licht”, “Più luce”, e osammo parafrasare il grande poeta impegnandoci a fare “mehr Musik”, “più musica”. L’abbiamo fatto e continueremo a farlo nella stagione 2016/17, che offriamo al pubblico della nostra regione, rivendicando di far parte del suo panorama un po’ come le Dolomiti, nelle quali si identifica».

Il cartellone 2016/17 spazia attraverso tre secoli, da Bach a tre nuove pagine che saranno scritte appositamente per l’Orchestra Haydn.

«Di questa storia – come scrive Daniele Spini nella nota introduttiva – leggiamo molti fra i capitoli più importanti. Tocchiamo il barocco italiano (con Nicola Porpora) e ci soffermiamo sulla grande stagione del classicismo viennese, con il nostro caro e irrinunciabile Haydn e con tanto Mozart. Apriamo l’Ottocento con Beethoven, e lo proseguiamo con i maggiori romantici, con Brahms, con altri protagonisti della seconda parte del secolo, per concluderlo sul decadentismo prezioso di Fauré, del primo Debussy e del wagneriano belga Guillaume Lekeu, uno dei maggiori talenti della sua generazione, purtroppo morto prematuramente a soli ventiquattro anni nel 1894. Poi il Novecento: l’alba inquieta disegnata da Mahler – nostro “concittadino”, grazie alla Nona Sinfonia creata a Dobbiaco – e la breve oasi fra due guerre orrende in cui fioriscono la maturità di Ravel, la magia orchestrale di Respighi e la modernità intensa di Bartók; poi, il lento e lungo percorso che nella pace ritrovata porta a un mondo sempre più piccolo e unito. Corriamo su e giù per l’Europa: dall’Estonia alla Grecia, dalla Francia alla Russia, dalla Finlandia alla Boemia».

Il programma presenta musiche che parlano di teatro d’opera (come le ouvertures del goldoniano Mondo della luna e di Così fan tutte) e di liturgia (come il Requiem di Fauré), di sinfonismo puro (Haydn, Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Schumann, Brahms, Mahler, Šostakovič) e di confronti con la grande letteratura (Don Chisciotte), di canto popolare (o supposto tale: Il corno magico del fanciullo di Mahler) e di mito (sarà interessante conoscere l’interpretazione personale del musicista greco per antonomasia del Novecento, Mikis Theodorakis, del mito antico per eccellenza, ovvero quello di Edipo, che da Freud a Hofmannsthal a Stravinskij ha stuzzicato la fantasia delle grandi menti europee).

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