Arte, Cultura & Spettacoli

R come Relitti, R come Ruggine

Paolo Gotti fotografo in tour alla ricerca di ''relitti di varia umanità''

Il tempo che passa, tocca, deteriora, arruginisce.  L’artista bolognese Paolo Gotti con RUGGINE mette in scena relitti di varia umanità.

Di Paolo Gotti ci siamo occupati spesso. Fotografo globe-trotter, laurea da architetto, alla fotografia è arrivato dopo aver frequentato il Centro di studi tecnico cinematografici di Firenze.

Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l'attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, ha scelto la dimensione del reportage, per immortalare persone, paesaggi e situazioni.

E questa è l'ultima sua storia in cui protagonista è lo scorrere del tempo cioè la memoria delle cose e di quello che "era". Le fotografie scattate in quarant’anni di viaggi attorno al mondo, in oltre 70 paesi di cinque continenti grazie ad una macchina fotografica analogica, che lo accompagna da sempre, suggeriscono malinconia e muovono la mente verso storie un tempo abitate dall'uomo: la carriola arruginita a qualcuno sarà servita, come sarà servito il maggiolone dismesso.

Ed è arrugginito anche il relitto di carro armato che nel deserto yemenita evoca la parabola inutile della violenza: non serve a null'altro che distruggere e dunque non avrebbe senso di trovare posto in quella che definiamo esistenza ed è la Vita dell'Uomo.

Dalla miniera di sale in Colombia al deserto del Sahara, da un relitto di ferro che spunta dal Mediterraneo al pulmino fermo nel cuore dell'Africa (in attesa di chissà chi) siamo di fronte a tanti naufragi: per terra e per mare come quello della nave da crociera “Tropical Dreams” naufragata su una spiaggia delle Filippine che evoca un'umanità alla continua ricerca di sogni di plastica.

Natascia Ronchetti, giornalista, scrittrice e collaboratrice del Sole 24 Ore e del Venerdì di Repubblica accompagna la mostra con i suoi commenti, mentre Gotti ci lascia una narrazione che catapulta su un altrove ignoto, nel quale muove un essere molto simile a noi, chiamato Uomo.
 


Autore: Corona Perer

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