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Arte e cultura

Paolo Ventura e l'archivio ritrovato

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Storie d'arte

Il fascino del dagherrotipo...contemporaneo. Quasi un ossimoro, per quanto riguarda il linguaggio della storia dell'arte. Ma un artista contemporaneo di fama internazionale, noto per le sue fotografie in bilico fra realtà e finzione, ne ha fatto la sua cifra stilistica.

Il suo mondo abita ai confini - non perfettamente delineati - della memoria. Lì reale e immaginario sembrano perdere persino il proprio valore semantico.
    
Ventura pone due domande: dove  inizia il confine tra vero e falso storico? In arte ha senso parlare di vero e falso?

E per porre i quesiti sul tavolo di un'improbabile anatomia artistica, mette in scena il ritrovamento di una camera segreta all'interno del Palazzo dei Pio di Carpi, nella quale sono custoditi oggetti di varia natura, in prevalenza lastre fotografiche della seconda metà dell'Ottocento. Dicono la storia di una persona, forse lo stesso fotografo, di cui si conoscono le iniziali: V.P.

Gli abiti, i libri, la macchina fotografica, le immagini sono stati accuratamente catalogati da autorevoli storici, divenendo tasselli e indizi che ci aiutano a ricostruire frammenti di vita di un personaggio la cui esistenza resta misteriosa.

L'artista racconta così il mistero di cui è avvolta la vita compresa la morte di quest'artista ante litteram. Obiettivo: coinvolgere lo spettatore che deve interrogarsi sui confini, sempre più labili, tra storia e finzione, realtà e sogno: è davvero esistito V.P. o è solo una finzione?

Paolo Ventura è nato a Milano nel 1968 e vive e lavora tra New York e Anghiari, in Toscana.  Ha esposto un po’ in tutto il mondo (Hasted Hunt Gallery, New York; Gallery Baton, Seul, Korea; MACRO, Roma; Padiglione Italia, 54a Biennale di Venezia; Palazzo Fortuny, Venezia; MART, Rovereto; Rencontres Internationales de la Photographie, Arles; Fotografia Festival Internazionale, Roma).

Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver lavorato per dieci anni come fotografo di moda, si dedica a progetti personali. Ha pubblicato su riviste come The New Yorker, Harper’s Bazaar, Aperture, The New York Times Magazine. Il suo primo libro, In tempo di guerra, è stato pubblicato da Contrasto (ed. italiana e inglese) e da Actes Sud (ed. francese).
(C.Perer)









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