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Persone e idee

Francesco e la tenerezza

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Nella vigna del Signore

Papa Francesco, instancabile lavoratore nella vigna del Signore. Da qul 13 marzo 2013 giorno in cui venne eletto, ha conquistato il mondo con la sua semplicità, la sua umiltà la sua simpatia e anche la sua inedita creatività che lo ha persino portato a creare la Misericordina Plus, inedita medicina per l'anima a base di rosario e Vangelo.

Ma sono i suoi discorsi ad aver lasciato il segno: a Lampedusa denuncià lindefferenza globale, a Cuba dove ricordò i diritti dell'uomo e degli ultimi, in Vaticano durante l'incontro con il primate anglicano Justin Welby e altri leader ortodossi, ebrei, musulmani, buddisti e indù, volle una dichiarazione comune delle religioni mondiali per l'impegno allo sradicamento della moderna schiavitù e della tratta di esseri umani in tutto il mondo entro il 2020. Nello storico documento, la moderna schiavitù, in termini di traffico di persone, lavoro forzato e prostituzione, traffico di organi, viene definita un "crimine contro l'umanità".

A
l parlamento di Strasburgo segnalò una delle malattie più diffuse oggi in Europa: "...la solitudine, propria di chi è privo di legami".  Poi la visita in Turchia con il gesto clamoroso di chiedere una benedizione umilmente agli ortodossi. Ed ancora - più recente - l'abbraccio con Kirill, un gesto storico perfettamente in coerenza con quanto aveva detto chiamando a sè tutte le religioni da "primus inter pares" ovvero, senza preminenza alcuna, per discutere dei mali del mondo e della pace con la firma di un documento per il rispetto in senso lato.

E come non ricordare lo storico viaggio in Terra Santa con dei gesti di grandissima intensità e dal valore politico oltre che spirituale. "Che le spade si trasformino in aratri" ebbe a dire quella volta ed entro giorni volle in Vaticano i contendenti. Mai la Pace sembrò così vicina, ma purtroppo i disegni dell'uomo vanno spesso per conto loro e ancora non si è potuta concretizzare malgrado tutta la sua buona volontà.

Certo, il Papa ha avuto il suo bel daffare con la curia e gli scandali. N
el discorso di Natale 2014 - ha ricordato che il mondo ha tanto bisogno di ritrovare la tenerezza, ma ai "suoi" qualche giorno prima aveva lasciato  una "bomba" come pacco di Natale: i 15 mali della Curia. Secondo il Pontefice la Curia sarebbe malata di Alzheimer dello spirito avendo dimenticato il rapporto con Dio. Altro che 5 piaghe...di rosminiana memoria! Ed eccole le malattie che ammorbano la Chiesa:

La malattia del sentirsi immortale - "Una Curia che non fa autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo infermo".

La malattia del martalismo - La secondo è la "malattia del martalismo, che viene da Marta, la malattia della eccessiva operosità, di coloro che si immergono nel lavoro trascurando inevitabilmente la parte migliore, il sedersi ai piedi di Gesù".

La malattia dell'impietrimento mentale e spirituale - E' di quelli che "perdono la serenità interiore, la vivacità e l’audacia e si nascondono sotto le carte diventando macchine di pratiche e non uomini di Dio", incapaci di "piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono!".

La malattia dell’eccessiva pianificazione - "Quando l'apostolo pianifica tutto minuziosamente" e crede che "le cose effettivamente progrediscono, diventando cosìun contabile o un commercialista.

La malattia del mal coordinamento - È quella dei membri che «perdono la comunione tra di loro e il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalità» diventando «un’orchestra che produce chiasso perché le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra».

La malattia dell’Alzheimer spirituale - C'è "un declino progressivo delle facoltà spirituali" che "causa gravi handicap alla persona". Quest'ultima vive in "uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie" e "dipende dalle proprie passioni, capricci e manie", costruendo "intorno a sé dei muri e delle abitudini".

La malattia della vanagloria - "Quando l’apparenza, i colori delle vesti e le insegne di onorificenza diventano l’obiettivo primario della vita. È la malattia che ci porta a essere uomini e donne falsi e a vivere un falso misticismo e un falso "quietismo".

La malattia della schizofrenia esistenziale - Chi ha "una doppia vita, frutto dell’ipocrisia tipica del mediocre e del progressivo vuoto spirituale che lauree o titoli accademici non possono colmare. Si limitano alle faccende burocratiche, perdendo così il contatto con la realtà, con le persone concrete. Creano così un loro mondo parallelo, ove mettono da parte tutto ciò che insegnano severamente agli altri". Hanno una vita "nascosta" e spesso "dissolut"».

La malattia dei pettegolezzi - "Si impadronisce della persona facendola diventare seminatrice di zizzania (come satana)". La persona diventa "omicida a sangue freddo" della fama dei propri colleghi e confratelli. "È la malattia delle persone vigliacche che non avendo il coraggio di parlare direttamente parlano dietro le spalle. Guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere!".

La malattia di divinizzare i capi - Sono coloro che "corteggiano i superiori" per "carrierismo e dell’opportunismo". "Vivono il servizio pensando unicamente a ciò che devono ottenere e non a quello che devono dare. Sono persone meschine". Questa malattia può coinvolgere anche i superiori.

La malattia dell’indifferenza - "Quando ognuno pensa solo a se stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani. Quando il più esperto non mette la sua conoscenza al servizio dei colleghi meno esperti. Quando, per gelosia o per scaltrezza, si prova gioia nel vedere l’altro cadere invece di rialzarlo e incoraggiarlo".

La malattia della faccia triste - Sono le persone "burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severità e trattare gli altri – soprattutto quelli ritenuti inferiori – con rigidità, durezza e arroganza".

La malattia dell’accumulare - "Quando l'apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessità, ma solo per sentirsi al sicuro".

La malattia dei piccoli gruppi - "L'appartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. Anche questa malattia inizia sempre da buone intenzioni ma con il passare del tempo schiavizza i membri diventando un cancro".

La malattia del profitto mondano - "Quando l'apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o più poteri. È la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste.

"Poverino quel prete che sparlava con i media" - "Una volta - ha detto il Papa alla curia - ho letto che i sacerdoti sono come gli aerei, fanno notizia solo quando cadono, ma ce ne sono tanti che volano". "Frase simpatica ma molto valida, e pensiamo a quanto male potrebbe causare un solo sacerdote che cade a tutto il corpo della Chiesa".

"Perdonate me e collaboratori per scandali" - "Non voglio concludere questo incontro senza chiedervi perdono per le mancanze mie e di miei collaboratori e anche per alcuni scandali che fanno tanto male, perdonatemi", ha poi detto il Papa rivolgendosi ai dipendenti della Santa Sede e del Governatorato.

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