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Le parole del Papa a Lesbo

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Accoglienza

La voce del Papa sui migranti è costantemente attenta. "Non sono un pericolo, ma "in pericolo".

"Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli". Papa Francesco  si era rivolto con queste parole ai profughi ospiti al Moria Refugee Camp a Lesbo, isola greca divenuta suo malgrado baluardo di accoglienza profughi.

Distante solo otto chilometri dalla Turchia, si era naturalmente trovata al centro di un esodo biblico.

"Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza!" aveva detto il Pontefice (quello a Lesbo era il suo tredicesimo viaggio fuori dall'Italia dall'inizio del Pontificato).

Poi Francesco aveva lanciato un appello al mondo: "Siamo venuti per richiamare l'attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per implorarne la risoluzione. Come uomini di fede desideriamo unire le nostre voci per parlare apertamente a nome vostro. Speriamo che il mondo - ha sottolineato il Papa - si faccia attento a queste situazioni di bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno della nostra comune umanità".


< il Papa: "I rifugiati non sono un pericolo,
ma 'in' pericolo"


 

E intanto si scoprono fosse comuni,  Aleppo è divenuta una città fantasma, la guerra in Siria da 5 anni procede senza che alcun appello possa scuotere le coscienze dei potenti.

Immagini filmate e riprese dal satellite hanno portato alla luce cimiteri improvvisati e tumuli in pieno deserto, nella “terra di nessuno” tra Siria e Giordania dove decine di migliaia di rifugiati sono abbandonati da tempo e, da due mesi, privi di aiuti umanitari. Le testimonianze raccolte da Amnesty International forniscono un quadro disperato di sofferenza umana e mettono in luce le tragiche conseguenze della mancata condivisione delle responsabilità per la crisi globale dei rifugiati. 




 

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