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Persone e idee

Papa Francesco e il Ministero degli Ultimi

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di Corona Perer

Ha fatto costruire dei bagni nei colonnati che conducono a Piazza San Pietro per loro. Perchè la dignità è un sacrosanto diritto. Ha fatto una lotteria dei doni che riceve dai Capi di Stato e il ricavato lo ha donato ai senza fissa dimora che stazionano anche sotto le sue finestre. Ha fin dall'inizio nominato un angelo custode: un elemosiniere che esce e compie le commissioni che gli comanda il Pontefice. Sono anche questi i segni di Papa Francesco e i gesti che lo hanno reso popolare e autorevole: è un uomo che fa in prima persona quello che dice e che ha un sogno grande: una chiesa povera

Eravamo a Roma il 6 novembre 2014 con una delegazione della stampa trentina. Abbiamo potuto vedere nei gesti - per nulla simbolici - la sostanza del suo stare tra la gente. E' il ministero degli Ultimi, in tutti i sensi.

Parte dagli ultimi della piazza Papa Francesco. Oltre 45 minuti di saluti, abbracci, sorrisi su Via della Conciliazione prima di salire verso il sagrato per poi - non contento - ridiscenderne con la jeep per salutare chi si sente escluso dal privilegio di stare più vicino alla poltrona dalla quale parlerà nella consueta udienza pubblica del mercoledì.  Ed invece è fra chi lo vedranno per primi.

E' un Papa amato, che cerca la gente e ha bisogno di stare tra la gente (lo ha dichiarato lui stesso fin dall'inizio del suo pontificato). All'udienza dello scorso 6 novembre  il Papa era arrivato con un peso nel cuore. Lo si era visto mentre scendeva dalla jeep per accogliere la delegazione trentina venuta per l'accensione e benedizione della fiaccola delle Universiadi: Papa Francesco era scuro. Stanco o triste? Si è capito dopo il motivo.

Poco prima di salire in Jeep da Casa Marta aveva infatti visto Noemi, una bimba di 16 mesi affetta da atrofia muscolare spinale. Poi durante l'udienza in San Pietro dopo aver spiegato i carismi e cosa sia l'amore - e come l'amore trasformi il mondo - ha chiesto a tutti di pregare per la bimba e in piazza 46.000 fedeli lo hanno fatto chiedendo un minuto di silenzio e di recitare tutti insieme una Ave Maria per Noemi.

Poco prima aveva parlato dei carismi con il suo stile semplice. Rivolgendosi alla folla aveva detto: "...ma siete convinti che ne avete anche voi? E sapete cosa sono? Sono i regali che ci fa lo Spirito Santo e che ci permettono la partecipazione ai beni spirituali. Perchè noi cresciamo con i sacramenti. E la Carità, l'Amore, è la dimensione più importante. Ma siamo consapevoli di questo? Li consideriamo davvero un aiuto attarverso i quali Dio sostiene la nostra fede?" aveva dialogato con la folla.

Dunque i carismi sono i mezzi per crescere nella carità e nell'amore. "Senza Amore anche gli uomini più straordinari sono vacui, senza amore i giorni non servono. Dove non c'è amore, c'è il Vuoto che viene riempito dall'egoismo. Si può?". E la folla gli aveva risposto a gran voce con un coro: "Noo!!"

Quindi Papa Francesco ha spiegato che anche il più piccolo dei nostri gesti di amore ha effetti buoni per tutti. "Spesso siamo aridi, indiffrenti, trasmettiamo freddezza ed egoismo e così non cresce la Chiesa. Cresce solo con l'amore che viene dallo Spirito Santo, il Signore ci invita ad aprirci" ed è a questo punto che il Papa ha fatto la sua confidenza personale.

"Adesso  mi permetto di chiedervi un atto di carità, state tranquilli - ha aggiunto sorridendo - che non si farà una raccolta: prima di venire in piazza sono andato a trovare una bambina di un anno e mezzo, con una malattia gravissima, suo papà e sua mamma pregano, chiedono al Signore la salute di questa bella bambina, si chiama Noemi, sorrideva poveretta, facciamo un atto di amore, - ha aggiunto papa Bergoglio - noi non la conosciamo, ma è una bambina battezzata, è una di noi, è una bambina cristiana, facciamo un atto d'amore per lei, chiediamo al Signore che la aiuti e le dia la salute, in silenzio un attimo, e poi pregheremo l'Ave Maria. E adesso tutti insieme preghiamo la Madonna per la salute di Noemi". Dopo aver recitato la Ave Maria con i fedeli in piazza, il Papa ha concluso: "Grazie per questo atto di carità".

E' davvero stupefacente come questo papa si accosta ai sofferenti. Dopo l'udienza generale non ha rinunciato al giro tra i malati che compie sempre prima di lasciare la piazza e rientrare in Vaticano ed ha abbracciato un uomo a cui la malattia ha devastato il corpo e il volto.  Molti ricorderanno che nel viaggio a Cagliari lo scorso settembre, Francesco aveva incontrato anche un malato di lebbra. E' questo il Ministero degli Ultimi.

Il suo messaggio è chiaro: amare. E il Papa ha così concluso "Amate i Sacramenti e mettete i vostri talenti al servizio della Chiesa e visitando i luoghi sacri non dimenticatevi di ringraziare Dio".

8.11.2014 -  www.giornalesentire.it



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