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Papa Francesco ''Che le spade si trasformino in aratri''

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''Offro la mia casa''

''Che le spade si trasformino in aratri. Vi offro la mia casa vaticana perchè vi incontriate". Sono le parole che sono entrate nella storia della storica visita in Terra Santa di Papa Francesco. Alla messa celebrata in Manger Square a Betlemme era arrivato in papamobile scoperta dopo aver sorvolato con l'elicottero per ben due volte la piazza della Natività dove una folla festosa urlava e agitava le bandiere in segno di benvenuto. Sembrava che il Papa volesse godersi lo spettacolo fin dal cielo, da sotto sembrava che il dialogo papa-folla, elicottero-piazza, fosse già iniziato.

L'appello rivolto ad Abu Mazen e Peres perchè si trovino le vie della pace ha scatenato il pubblico ed è stata accolta con una ovazione. "Costruire la pace è difficile " aveva detto il Pontefice poco prima "ma vivere senza pace è un tormento". Il Vaticano vuole fare da terreno fertile per aratri, affinchè tacciano le spade.

Ma quel che è più importante è la comunicazione del capo ufficio stampa arrivata ai giornalisti poco prima che il papa lasciasse il centro di Betlemme per recarsi nell'immediata periferia, dove ha ascoltato con attenzione i bambini del campo profughi di Deieshshe: infatti il presidente palestinese Abu Mazen e quello israeliano Shimon Peres "saranno in Vaticano in tempi molto rapidi" ha detto padre Federico Lombardi. Infatti la fine del mandato di Peres scade a  luglio e quindi poichè ha accettato l'incontro potrebbe avvenire già a giugno.

Che Peres sia d'accordo lo ha fatto sapere anche il suo portavoce. "Il presidente accetta l'iniziativa del papa e ha detto di apprezzare ogni sforzo per raggiungere la pace tra Israele e i suoi vicini".

Una proposta che ha mandato in visibilio il pubblico ed ha preceduto il Regina Coeli alla fine della Messa a Betlemme nella quale il Papa ha ricordato l'infanzia negata nei paesi di guerra, ma anche la schiavitù, i bambini soldato, i bambini trascurati, poco ascoltati e quelli che muoiono per l'incuria dei grandi. Lo spunto del Papa proprio da quel bambino annunciato ai Pastori. "Tanti bambini sono ancora oggi sfruttati, maltrattati, schiavizzati, oggetto di violenza e di traffici illeciti. Troppi bambini oggi sono profughi, rifugiati, a volte affondati nei mari, specialmente nelle acque del Mediterraneo. Di tutto questo noi ci vergogniamo oggi davanti a Dio, a Dio che si è fatto Bambino", ha detto il Papa.

E anche Abu Mazen ci sta: lo fanno sapere fonti palestinesi. Incontenibile la gioia dei fedeli che aveva accolto Papa Francesco con grande entusiasmo al grido  "Viva il Papa" tra canti, palloncini colorati e sventolii di bandiere. Al Regina Coeli, alla fine della Messa a Betlemme poco prima del "ite missa est" c'è stato anche un inatteso fuori programma: la preghiera del Muezzim della vicina moschea è partita proprio mentre il santo Padre stava per impartire la benedizione. I canti allora si sono fatti più assordanti e al grido "Viva il Papa" la preghiera musulmana è alla fine ...scomparsa.


< fotoservizio: giornale SENTIRE
sopra: l'arrivo del Papa in papamobile scoperta,
e  l'elicottero del Pontefice scortato che sorvola la Piazza

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I giornalisti che stavano nelle piazza non hanno potuto seguire un altro fuori programma. Il Papa ha voluto sostare davanti al muro di Betlemme al quale ha appoggiato la sua fronte. Un fuori programma ha fatto sapere l'ufficio stampa della Santa Sede.

Che la pace sia "Necessaria e urgente" e che una soluzione pacifica alla crisi siriana e al conflitto israeliano-palestinese vada trovata quanto prima, Papa Francesco lo aveva detto anche ieri in Giordania dove è stato accolto dal rappresentante di Re Abdallah II, il Principe Ghazi bin Muhammed, dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, mons. Fouad Twal, e dal Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.

La visita a Betlemme assume un valore simbolico di importanza storica. Si calcola che almeno 10.000 persone fossero presenti in piazza della Mangiatoia. C'erano anche fedeli provenienti dalla Striscia di Gaza e dalla Galilea (Israele), tra i pellegrini una folla composita di cinesi, giapponesi, americani, indiani, filippini, italiani.

Il Papa ha poi pranzato al Casa Nova con cinque famiglie palestinesi ed ognuna rappresenta un problema diverso, ma che origina da un'unica causa: l'occupazione. Sono problemi di natura sociale in una terra dove concepirsi come "società" è difficilissimo perchè si è solo "gruppi" e gruppi in lotta tra loro. Ha poi visitato la grotta della Natività, momento intenso dedicato ad una preghiera personale.
(Betlemme 25 maggio 2014 - C.Perer)


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