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Salute

Pet-therapy, i cani da vita di San Patrignano

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a San Vito di Pergine

Si fanno sentire, saltano, si strusciano sulla rete, giocano nel verde. Il loro box al canile, è un box di lusso: il cane quassù a San Vito di Pergine ha spazio per vivere e relazionarsi.
Sanpa è un meticcio di media taglia (incrocio tra labrador e spinone),è bianco e ha 7 anni. Più in là sgambetta Rambo. "E' di piccola taglia ma si è fatto subito rispettare e così al nome originario di Tappo gli abbiamo aggiunto quello di Rambo" racconta Aroldo Linari ormai uno dei più quotati esperti di  Pet Therapy nonchè responsabile di "Cani da Vita" la struttura che da anni all'interno di San Patrignano fa del cane il grande protagonista di tante storie di recupero di colore sociale o riabilitativo

L’attività di pet therapy è attività tra le più stimolanti per i soggetti a rischio di esclusione sociale. I potenziali beneficiari non sono però solo le categorie dei “soggetti deboli" ma tutte le persone che, per condizione o carenza di risorse, si trovano in stato di svantaggio o di difficoltà e necessitano di interventi finalizzati alla loro integrazione/inclusione sociale.

"La tossicodipendenza è carenza di 'vita', è la scelta di non vivere, buttandosi via. Per questo la filosofia di San Patrignano è centrata sul principio di immettere vita nella quotidianità, qualsiasi forma di vita, compresa quella animale" spiega Linari che dirige la bellissima struttura di San Patrignano a Pergine, divenuta una esperienza di eccellenza nel corso degli anni e punto di riferimento e d’incontro per il territorio e per Enti  sia italiani che esteri.

"Il fondamento metodologico degli interventi si basa sul rapporto tra animali e persone, attraverso nuovi modi di interazione con l’alterità animale che assume la funzione di medium educativo" spiega.


< il meraviglioso panorama sul lago di Caldonazzo
dalla terrazza della struttura di San Patrignano



Linari. 49 anni, originario abbruzzese di vita ne ha molta da raccontare: non tace il suo passato da tossicodipendente e racconta come il suo ingresso nella comunità di Muccioli sia stato fonte di rinascita. Ex-operatore televisivo di uno dei primi network della capitale poi acquistato da Murdoch, ricorda ancora oggi la schiera di monitor dove casualemnte vide in un dibattito il fondatore Vincenzo Muccioli battersi contro la liberalizzazione delle droghe.


< nella foto: Aroldo Linari (foto C.Perer)


Fu lì che decise di mettere fuori dalla porta eroina e cocaina e intraprendere insieme alla sua coraggiosa famiglia un cammino di recupero. Oggi è un uomo realizzato, vive a Susà, ha sposato una trentina ed è padre felice di una bimba di 6 anni. Anche lui ha sperimentato sulla sua pelle la bontà teraputica di un cane e i suoi benefici. E ha fatto suoi i segreti di questa relazione che oggi insegna in corsi e master, anche universitari.

Bisogna infatti sapere che non tutte le razze sono adatte, ma ce ne sono alcune più adatte di altre (ad esempio i Labrador) ed è tra le 12 e la 16 settimana di vita che il cucciolo impara la sua affettività e può restituirla un giorno al suo padrone o a chi gli sta accanto. A San Patrignano l’attenzione per gli animali si è sviluppata contemporaneamente al sorgere della comunità che oggi conta almeno 1400 persone in terapia e almeno 100 persone tra volontari e dipendenti. L’attività d'allevamento venne subito concepita da Vincenzo Muccioli, grande appassionato cinofilo, come uno dei modi più efficaci per stimolare e responsabilizzare i ragazzi nel loro percorso di recupero dalla tossicodipendenza.

"Dal punto di vista terapeutico, vivere e lavorare con gli animali rappresenta un fattore fondamentale perché accudirli significa prendersi in carico una vita, motivo di fondamentale importanza per imparare a curare se stessi" spiega Linari.

"La ricerca scientifica concorda nel dire che occuparsi di un animale è gratificante dal punto di vista affettivo ed emozionale. Accudirlo, nutrirlo, coccolarlo ci fa sentire vivi, utili, responsabili, capaci di amare e di essere amati in modo gratuito" aggiunge.

L'esperienza della sede trentina di San Patrignano, fu avviata nel 1997 con la nascita del gruppo cinofilo “Cani da Vita”, per approfondire le tematiche inerenti alla relazione uomo-animale e come strumento di supporto a persone diversamente abili. Da allora sono state svolte circa 40.000 ore di Attività, Terapia, ed Educazione Assistita dall’Animale e sono stati organizzati numerosi incontri pubblici per divulgare l’attività di questa terapia dolce, contribuendo alla formazione, dal 2002, di circa un centinaio di professionisti con varie specializzazioni in pet therapy.

“Quando abbiamo iniziato ad affrontare questo campo, abbiamo visto quanto sia necessaria la professionalità e la scientificità dell’analisi, crediamo però che il risultato eccezionale si raggiunga associando alla professionalità il cuore” aggiunge Linari che qualche settimana fa ha spiegato questi benefici a utenti, volontari e amici dell'Anfaas con cui San Patrignano collabora da tempo.

Attualmente il gruppo “Cani da Vita” è formato da 23 cani (prevalentemente di Razza Labrador e Golden Retriever ma anche meticci recuperati da canili comunali), 14 conduttori cinofili, un pedagogista e due educatori che svolgono, presso i due centri di San Vito (TN) e ULSS 20 di Marzana (VE), in collaborazione con numerosi enti del territorio provinciale e nazionale, un’intensa attività di informazione e aggiornamento per tutti coloro che lavorano quotidianamente al sostegno di varie forme di disagio. E c'è di bello che qui un tossicodipendente oltre a guarire può imparare un mestiere importante per gli altri e...per sè.

L'attività è cospicua: si formano i conduttori cinofili per  terapie ed attività assistite per operatori, educatori e volontari del sociale, e poi c'è il progetto specifico rivolto alla formazione di detenuti tossicodipendenti e soprattutto si fa ricerca: Aroldo Linari insegna persino alla Cattolica di Milano ed è un esperto di analisi e valutazione delle attività di Pet therapy. San Patrignano da questo punto di vista è un modello di eccellenza nazionale studiato sia all'estero sia referente delle più prestigiose istituzioni, dal  Ministero della Salute alla Regione trentino Alto Adige dalla Provincia Autonoma di Trento alle aziende sanitarie italiane. Un modello da difendere e di cui andare fieri.
(Corona Perer - 3 aprile 2015)

info: info@canidavita.it
www.canidavita.it
 

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