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Arte e cultura

Peter Demetz racconta Murat

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Premio Pio Aferano

Castellabate, 13 agosto 2014 - I Demetz sono una dinastia di scultori. Nato nel 1969 a Bolzano Peter Demetz  ha studiato presso l’Istituto d’Arte di Ortisei e, dopo un lungo apprendistato nel laboratorio del Maestro Heinrich Demetz, ha conseguito il diploma di Maestro Scultore.

Ha insegnato disegno, storia dell’arte e scultura alle Scuole Professionali di Ortisei e Selva, in seguito è stato docente di Studi dell’Arte della Scultura Lignea all’Università di Zwickau, in Germania.

Demetz ha preso parte a diverse mostre, in Italia e all’estero, ed è stato insignito di importanti premi e riconoscimenti.

Recentemente, nell’ambito del Premio Pio Aferano al Castello dell’Abate a Castellabate nel Cilento sono state allestite tre mostre. Una di esse è una mostra concorso  intitolata "Murat è vivo“ legata ad un concorso che Demetz ha vinto ex aequo con il pittore Giovanni Gasparro.

La sua opera "Nelle Strade di Pizzo" richiama al luogo dove ebbe epilogo la vita di Murat l’8 ottobre 1815. Lo scultore traspone l’episodio ai nostri giorni: i personaggi dell’opera, intagliati nel legno e levigati, sono persone in abiti moderni, perché un evento storico è reale e può verificarsi ovunque e in ogni momento, ma sempre in presenza di individui che ne sono testimoni o protagonisti.

Estremamente raffinate le pieghe degli abiti, le onde che si infrangono sui corpi, la pelle morbida e le ciocche disordinate. L’artista studia le interazioni e gli effetti che si creano tra gli spazi e le figure che vi abitano, il cambiare di un’atmosfera per un semplice gesto. Tutto è sereno e sospeso, intimo: sono luoghi ameni in quadri che trovano la terza dimensione senza bisogno di colore. E la giuria ne è rimasta colpita.

Secondo Vittorio Sgarbi - Direttore Artistico della Fondazione e presidente della giuria selezionatrice - nell'opera di Demetz c'è un appello alla consapevolezza: ognuno di noi può sempre partecipare, influire e creare un evento storico. I suoi infatti sono "teatri" che ritraggono una vita casuale. Realizzati in legno di tiglio, spesso nascono da un unico pezzo; scolpiti, intagliati e levigati dalle mani di Peter Demetz. Uomini e donne stanno assorti nei loro pensieri, incuranti di chi li osserva, spesso distratti o girati di spalle, camminano, si specchiano, si spogliano, riflettono.

Durante la serata di premiazione sono state inaugurate le mostre che rimarranno aperte al pubblico fino al 31 agosto: la citata "Murat è vivo" che raduna in collettiva i 43 artisti che hanno preso parte al concorso, la personale di Jacopo Scassellati In hoc signo e "Artisti per Noto" che propone le opere di alcuni degli artisti che hanno contribuito alla decorazione della Cattedrale di Noto.

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