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Poggiardo (Puglia): serata ottocentesca

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Poggiardo (Lecce)  - Una leggenda narra che l'abitato di Poggiardo - oggi una città di 6000 abitanti - sia nata per volontà di un bue. Per decidere il luogo in cui fondare il nuovo villaggio i superstiti di tre casali si affidarono proprio all'animale: nel punto in cui si si fosse fermato l'animale sarebbe sorto il nuovo centro. Ed il suo nome deriverebbe  dalla bellissima campagna che circonda questo pezzo di Italia.
Oggi è un ballo in piazza a permettere di riscoprire il nobile passato di questo tratto di penisola salentina dominato dai romani e dai barbari e fortemente influenzato dalle signorie feudali. Gli scontri tra gli Angiò e Manfredi di Sicilia, la portarono a schierarsi con i primi dai quali ottenne diversi benefici. Intorno alla fine del XIV secolo entrò a far parte del principato di Taranto ed il centro venne dotato di una cinta muraria e di un castello.

Feudo della famiglia Guarini, baroni per decreto della regina Maria d'Enghien nel 1446, Poggiardo fu fortificata e divenne ducato nel 1698, e poi anche sede vescovile. Oggi  è un bel paese, nei cui palazzi e ville si leggono i segni di un passato importante.
Nel suo territorio c'è la frazione di Vaste, l'antichissima Bastae o Baxta, che fu la vera dominatrice dell'area. (> clicca qui)
Questo tratto di penisola salentina, ha dunque una storia importante. Così non stupisce affatto di imbattersi -  in un sera d'estate - in un ballo ottocentesco all'ombra dei palazzi padronali e della chiesa che oggi domina Piazza Giovanni Paolo II.

L'iniziativa, promossa dal Comune di Poggiardo in collaborazione con la Società di Danza, ha trasformato il centro storico in un magnifico salone delle feste di gattopardesca memoria. Vi hanno preso parte residenti e turisti.
Assunta Fanuli è la responsabile della Società di Danza del circolo pugliese, costituitasi in associazione nel 1990. E' anche uno degli 11 membri del consiglio nazionale. Spiega che in italia ci sono 37 città che ospitano circoli di questo tipo (mentre sono 32 le nazioni europee con Società di Danza). Questi gruppi si ritrovano periodicamente per eseguire danze Sociali. Nell' 800 i compositori producevano musica appositamente.
"Rievocare queste danze serve a dare un posto alla Bellezza, ma aiuta anche e recuperare il senso del sociale" afferma Assunta Fanuli "le coreografie dell'Ottocento infatti costringono i ballerini a guardarsi negli occhi ed inoltre ad abituarsi a danzare con un ballerino diverso. Ecco che scatta la relazione. In una società come la nostra che ha progressivamente perso il contatto sostituito dai social network e dalla realtà virtuale, danzare e incontrarsi diventa di enorme importanza".

< foto: Assunta Fanuli

Le associazioni italiane di danza eseguono quindi gli stessi repertori musicali, che si spingono fino alle danze scozzesi e le "contraddanze",  e questo consente loro - quando si ritrovano in occasione di un evento - di riuscire a ballare tutti insieme nella condivisione di un sapere comune.
"Non siamo dei nostalgici e non giochiamo a fare le damine" puntualizza però Assunta. "Semplicemente visitiamo l'800 per riappropriarci della Bellezza e della Grazia oggi perdute".
Così in uno dei palazzi di Poggiardo città, abbiamo assistito alle complesse operazioni di vestizione, tra abiti e corsetti difficili da indossare e difficili da sostenere per lunghe ore. Abbiamo visto la grazia a cui costringono il corpo, lo scambio di sguardi che la danza produce tra valzer e quadriglie, polke e mazurke.

La geometria degli scambi veloci, l'armonia complessiva nel gioco di ruolo, le regole tacite di un carnet, fanno immaginare ciò che un passo di danza poteva far scattare: una polka poteva favorire un incontro, magari un matrimonio. Una mazurka poteva promuovere disgelo e soluzioni alle dispute. O magari poteva anche essere la goccia che faceva traboccare il vaso.
Poggiardo ha offerto ai suoi turisti la rievocazione che ha fatto danzare all'ombra della Chiesa fino a tarda ora  i cittadini e persino il sindaco in maglioncino.
C.Perer - 25 luglio 2014


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