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Posto occupato, per le donne vittime di violenza

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Un segno simbolico

Anche la Biblioteca comunale di Trento ha un "Posto occupato". Si tratta di un'iniziativa simbolica, che si sta diffondendo in tutta Italia, per sensibilizzare le persone al problema della violenza contro le donne.

“È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga” affermano i promotori.

E' confermato il trend di accesso degli anni scorsi ai servizi antiviolenza provinciali, residenziali (74 le donne che vi hanno avuto accesso) e non residenziali, in capo a Centro Antiviolenza e Alfid (assistenza psicologica, legale ecc.); 18 gli uomini autori di violenze che si sono rivolti ai servizi - volontariamente, la legge non prevede un invio coercitivo -  per  essere aiutati.

Lo strumento fondamentale per combattere la violenza rimane sempre la prevenzione, che, come sottolinea l'assessora alle Pari Opportunità Ferrari, "passa attraverso l'educazione di genere nelle scuole, che insegna ai giovani a rapportarsi tra di loro con rispetto e riconoscendo valore alle differenze".

Se il fare assieme in Trentino da alcuni anni è ormai una realtà, che coinvolge oltre alla Provincia le Forze dell'Ordine, le Procure, il privato sociale, all'interno del Comitato antiviolenza, c'è tuttavia lo spazio per fare anche qualcosa di più: da un lato, ed è novità di quest'anno, sposare a pieno titolo il metodo Scotland, che arriva dall'Inghilterra, e che punta ad intervenire non appena la violenza si mverifica (in genere entro 24 ore, il momento più "a rischio" per una donna sotto il profilo del reiterarsi del reato), facendo perno sulla valutazione del caso da parte di un gruppo ristretto.

Dall'altro, si può migliorare anche l'assistenza concreta alle vittime: dallo scorso ottobre le donne vittime di violenza possono accedere anche alle prestazioni sanitarie aggiuntive riconosciute dalla Provincia rispetto a quelle del servizio sanitario nazionale (ad esempio, sembra crudele ricordarlo, i danni subiti ai denti per percosse).

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