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Gli affascinanti canzči del Primiero

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Custodire la tradizione

A Mezzano  di Primiero, uno tra I Borghi più Belli d’Italia, il tempo scorre ma non cancella le tradizioni.
Così si continua ad accatatastare la legna per l'inverno come si è sempre fatto, ma da qualche tempo la grande maestria espressa dalle cataste, è diventata arte. In pieno centro un'installazione rappresenta il bosco come le fondamenta del cielo. L'artista Albino Rossi vede negli alberi delle colonne, e immaginando notte e giorno, trova posto anche per la casa degli uccelli del bosco e immagina nei rami la relazione: in montagna tutti hanno bisogno di tutti, i rami sembrano braccia tese, in atteggiamento solidale. Il bosco è la comunità. La bellissima rappresentazione realizzata con legne naturalie d altre carbonizzate ad hoc è in pieno centro.  "Il bosco vecchio" di Albino Rossi  è un luogo idealizzato, ma vero e rappresenta l’anima del Trentino ovvero montagna, campi, foresta.

Fare di un ciocco di legno un'occasione d'arte è l’idea venuta all’amministrazione di Mezzano il cui destino è da sempre legato al legno e agli altri elementi della natura montana. Ed ecco che il paese si è popolato di meravigliose cataste artistiche.

Attualmente sono 25. E in attesa che nuovi talenti si mettano all’opera con ciocchi e chiodi per regalare al borgo altri capolavori, le cataste già esistenti si sono rifatte il look e, dopo attente opere di manutenzione e restauto, sono pronte per essere le protagoniste di sempre più numerose visite, libere o guidate, nell’estate 2015.

Lungo gli stretti vicoli, ai piedi delle antiche facciate, al cospetto dei tipici ballatoi, nelle piccole piazze, nei cortili, sotto le scale, negli anditi e sui poggioli la tradizionale scorta di ceppi per l’inverno si fa bella e prende forme inattese: restituisce vicende passate, consegna sogni, reinterpreta eventi storici, racconta dei padroni di casa. 

La mostra permanente si chiama “Cataste e Canzei” e a ogni angolo riserva una sorpresa: il volto in lacrime, la navetta del telaio (in paese si nasconde una raffinata tessitura di trame antiche), la grande pannocchia proprio sopra il pollaio, il paesaggio di legnetti che pare un intarsio, la rappresentazione di una canzone popolare, fiori giganteschi, finestrelle tra i ciocchi da cui pendono pizzi e cascate di gerani.

Ed anche ....cascate di legna. Geniale l'installazione In-stabile di Umberto Sancarlo perchè rappresenta il massimo fallimento per un mezzanese: che la catasta possa cedere e crollare. Ecco che l'artista ha pensato alla catasta che precipita, in un concentrato di allusioni: è proprio sopra la stalla degli asini. Come dire l’uomo, usa la natura sulla quale interviene, ma può esserne travolto. Sancarlo, è pittore, grafico e scultore. Vive e lavora a Trento.

Mezzano ha saputo guardare oltre attraverso un concorso già molto accreditato: ogni anno invita artisti affermati perché realizzino in paese le loro grandi installazioni. Ecco allora la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo e la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966.

Le cataste artistiche – mappate in una comoda cartina e dotate di cartelloni descrittivi- rappresentano l’ennesima vittoria per un paese-cameo che ha fatto del ritorno alla natura e alle radici la propria battaglia, non solo con scelte consapevoli e responsabili, ma con l’appassionata realizzazione di altri cinque itinerari intitolati “Segni sparsi del rurale” e dedicati all’acqua, agli orti, alle architetture, ai dipinti murali e alle antiche iscrizioni.

Da buon artista trentino, Giuliano Orsingher lavora con due elementi: la roccia (in particolare i sassi) e il legno. Interpreta la previdenza dell'uomo che accatasta la legna per ripararsi dal rigore dell'inverno, con la fatica della scure "incastonata" nella stessa composizione di "stèle". Giuliano Orsingher è anche l'autore della catasta irregolare racchiusa tra due massi.

Nella parete di una vecchia casa del centro storico si nota un particolare disegno: una clessidra posta al centro tra Sole e Luna,. Ricorda che la vita scorre ma che bisogna salvaguardare i valori che le danno un senso. Come il rispetto e l'amore per la natura. E' questo che - in controluce - si legge nel progetto artistico "Cataste e canzèi" legato alla particolare sapienza dei primierotti nell'accatastare la legna.
"Temp che pasa… tradizion che resta" è stata realizzata dall'artista feltrino Giuliano Rattin.

Anche gli allievi dell’Istituto delle Arti A.Vittoria di Trento hanno partecipato alle Cataste producendo "L’incanto di Lena", un’opera ispirata al romanticismo per un paese romantico. E quale personaggio più romantico della sirena, figura mitologica carica di fascino e mistero? Una sirena fluttuante che incanta chi la guarda. Ed inoltre "Le sfere dell’immaginario"

E' carica di simboli anche "Free Water" di Jimi Trotter, artista locale che affida ad una lacrima azzurra la protesta contro la privatizzazione dell’acqua. Il bene comune si paga (ingiustamente) e l’unica acqua gratuita che ci resterà, sarà proprio quella del nostro pianto, afferma l'artista.

Sopra un moderno garage, Andreino Zugliani ha realizzato El caro de le zercole, una sorta di cornicione in legno che porta incastonati una slitta e un carro, di quelli che usavano per trasportare i tronchi dal bosco e che la sera si ricoveravano là dove oggi parcheggiamo i mezzi a motore.

Marta Bettega ha ingaggiato invece una sfida ardua. L’artista che vive a Mezzano, ed è esperta d’arte e restauro, ha immaginato una tovaglia stesa che rappresenta il lavoro manuale ma anche la meditazione delle tessitrici.  Donne che a Mezzano ci sono ancora ed hanno saputo interpretare sè stesse. La Navesèla di Zita Zeni eLucia Trotter di Arteler rappresenta una grande navetta di telaio in legno, incastonata nella catasta da cui dipartono i fili della trama.

Un dono quello dei "canzei", come si chiamano nel dialetto locale, che si rinnova e trasforma nel tempo, facendo di Mezzano uno straordinario museo sotto il cielo che val la pena visitare e rivisitare all’infinito. Perché non solo acqua, sole e vento rendono le installazioni sempre un po’ diverse alla vista e al tatto, ma perché ne spuntano di nuove in continuazione. Al momento sono 25 questi capolavori di parsimonia, perizia e accuratezza sparsi per Mezzano. Possiamo solo immaginare la bellezza di quelli che verranno.

Corona Perer 19 luglio 2015 - Mezzano di Primiero

 

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