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Valletta, prosegue il restyling di Renzo Piano

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Cantiere aperto

E' un investimento di stile quello fatto dal governo maltese che a Renzo Piano ha affidato il compito di ricostruire il volto della città che i turisti incontrano accedendo dalla piazza sul quale si affaccia uno tra i più importanti e lussuosi hotel della capitale maltese: il Phoenicia.

L'architetto genovese ha ricevuto dal governo nel 2009 il compito di operare un'importante restyiling che interviene sul Royal Opera House, prevede il nuovo Parlamento e il ripensamento del City Gate, ossia la porta di ingresso a Valletta. I lavori sono iniziati nella primavera 2010 e sono ormai in avanzata fase.

Distrutta nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale -  quando Malta è stata bombardata  e ridotta in rovine - la Royal Opera House ospitava già il Parlamento e diventerà un centro culturale con un museo annesso.

La ricostruzione è un'operazione da 80 milioni di euro. All’interno dello spazio polifunzionale, pareti rimovibili, nuovi sistemi di illuminazione e di acustica. Sarà un “teatro all’aria aperta” dalla capienza di 1.000 spettatori, nel gioco di trasparenze sarà unico nel suo genere nel Mediterraneo.

Piano ha concepito il progetto come un grande open space, con panchine e posti a sedere, totalmente accessibili, con vista sul Castille, sulle chiese di Santa Caterina e di Nostra Signora delle Vittorie e il centro culturale Saint Jame's Cavalier.

Fa parte del masterplan il restyling del "Valletta City Gate",  la porta d'ingresso alla capitale maltese. I bastioni e il fossato sono un tratto identitario della capitale. Sembra (e di fatto lo è) un  ponte, ma essendo più largo che lungo negli anni è diventato una sorta di piazza.

Piano intende riportarlo alla sua funzione originale di ponte, come era stato concepito nel 1633 quando fu costruito. Due ampie scalinate (una delle quali già ultimata) collegheranno la città e da queste si potrà accedere a St. James’, St. John’s Cavaliers, fino a Republic Street.

Il nuovo Parlamento è la prima cosa che si vede una volta varcato il ponte. Ormai è in  fase di avanzata realizzazione. Si tratta di due volumi massicci di pietra, supportati da pali di acciaio posti in posizione arretrata rispetto alla facciata, così da creare un'impressione di "sospensione nell'aria".

Il blocco a est ospiterà la camera principale e l'ufficio del portavoce, il blocco a ovest ospiterà gli uffici amministrativi dei membri del Parlamento. I due blocchi saranno separati da un cortile centrale che costituerà l'entrata principale all'edificio.

Il genio di Piano ha però operato un'inversione: ai volumi massicci in pietra si oppone l'effetto leggerezza e “sospensione”. Dal cortile centrale si avrà una visuale completa dell’esterno: la trasparenza è del resto la cifra stilistica di Piano che si è concentrato su una costruzione  ecosostenibile e a emissioni "zero" una  prassi per l'architetto genovese:  per il riscaldamento (e il raffrescamento) si utilizzerà l'energia proveniente dalla temperatura delle pietre sottostanti l'edificio.

E sarà anche questo il migliore tra i biglietti da visita di Valletta18.







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