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Ambiente

Orso e Lupi, questione di comunicazione

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Fate rumore

La presenza dell'orso sulle nostre montagne è un attestato di qualità per l'ambiente trentino. Convivere con l'orso si può, tenendo nella giusta considerazione anche le opportunità create da questa convivenza. Forse basta evitare di andare nei boschi in assoluto silenzio, magari di notte, da soli, nelle zone frequentate dal plantigrado. Basta parlare ad alta voce, o attaccare un campanello alla bicicletta, per produrre quel tanto di rumore necessario a fare scappare l'animale, che di norma evita il contatto con l'uomo.

Ma il futuro di orsi e lupi è oggi legato all'habitat sociale-politico più che a quello "ecologico", vale a dire al grado di accettazione sociale accordato a queste specie dall'uomo, al suo livello di tolleranza rispetto agli inevitabili problemi che accompagnano la presenza di questi grandi carnivori. E' da questa consapevolezza, e dunque dall'importanza assunta dalle azioni di comunicazione volte a coinvolgere l'opinione pubblica ed a chiarire gli aspetti controversi collegati alla loro conservazione, che parte il nuovo "Piano della comunicazione sui grandi carnivori" previsto dalla Giunta Provinciale.

Le ultime indagini dimostrano che se la popolazione residente in Trentino manifesta in generale preoccupazione per la presenza dell'orso, i turisti sembrano invece interessati a conoscere l'animale, e ovviamente, se possibile, a vederlo. Quest'anno la Provincia, assieme a Trentino Marketing, ha "spinto" la promozione del territorio proprio in direzione dell'ambiente.
Ora parte un vero e proprio piano di comunicazione con uno specifico "Protocollo comunicazioni nelle situazioni critiche", quale strumento di indirizzo e di gestione delle azioni di comunicazione da attuare in presenza di situazioni non ordinarie, critiche e/o di emergenza legate alla presenza o all'attività di orsi "problematici", diversamente definiti "dannosi" o "pericolosi" a seconda del loro comportamento.

Ciò comporta anche la conoscenza di come gestire eventuali incontri ravvicinati con l'animale. Per questo è necessario conoscere le norme di comportamento corrette, come manifestare la propria presenza, cercando di farsi sentire, non cercare in alcun modo di attirare l'orso o di avvicinarlo silenziosamente, tenere eventuali cani al guinzaglio (un cane senza guinzaglio che provoca un orso e poi torna dal suo padrone in cerca di protezione può rappresentare un pericolo per l'uomo), restare lontani da un orso che sta mangiando una carcassa di animale o altro cibo, e naturalmente, è stato ricordato, se mai ve ne fosse il bisogno, non pensare che un fucile o una pistola possano salvare da un attacco (non solo è vietato dalla legge ma può essere estremamente pericoloso per il cacciatore giacché molto difficilmente si riuscirebbe ad assestare un unico colpo letale determinando piuttosto solo ferimento e conseguente drammatica reazione del plantigrado).

Quando si incontra un orso, la cosa più importante è mantenere la calma. La reazione più comune di un orso quando si accorge delle presenza umana è di abbandonare la scena. In altri casi l'orso si alza sulle zampe posteriori. Non si tratta di una postura aggressiva, ma di un suo modo per osservare meglio i dintorni.

Ecco alcune regole da seguire:
• Non lasciare mai cibo o rifiuti organici a disposizione dell’orso
• In caso di avvistamento a distanza, non avvicinarsi
• In caso di incontro ravvicinato, non correre o muoversi con concitazione, allontanarsi lentamente
• Segnalare per tempo la propria presenza facendo del rumore
• Nel caso un orso mostri chiari segni di aggressività rimanere fermi con atteggiamento passivo
• Tenere i cani al guinzaglio
• Comunicare eventuali segni di presenza chiamando il 335/7705966
• Per le emergenze chiamare il numero 115

Per quanto riguarda gli escursionisti, quindi, il primo accorgimento è quello di fare rumore, affinchè l'orso si avveda della presenza dell'uomo e scappi. Maggiore attenzione deve prestare chi ha del bestiame. Una normale recinzione non basta a tenere lontano il predatore, anzi, può facilitargli il compito. E' necessario pertanto chiudere gli animali nella stalla, ad eccezione dei bovini, a sera, o dotarsi di recinzioni elettriche.

Più complesso gestire la convivenza orsi-allevatori: per questo la Provincia, con il suo assessorato all'Agricoltura e il suo Servizio Foreste e fauna, è impegnata a sostenere chi vive e lavora in montagna, non solo risarcendo eventuali danni provocati dai grandi carnivori ma anche fornendo l'assistenza necessaria sul piano tecnico per prevenirli. La gran parte della popolazione di orsi sul territorio trentino, attualmente una cinquantina di esemplari, non crea particolari problemi. Gli esemplari più problematici sono meno del 5% e ad essi viene dedicata naturalmente una particolare attenzione.

"Il piano - spiega l'assessore Dallapiccola - è uno strumento operativo che dice certamente chi fa che cosa, ma vuole interpretare anche una nuova "filosofia" che vede l'orso e il lupo al contempo come animali selvatici e come elementi importanti e caratterizzanti del territorio trentino, ai quali dedicare una comunicazione trasparente, chiara e precisa, tempestiva e aderente ai dati di fatto ed alle evidenze di tipo scientifico".
Info sul sito www.orso.provincia.tn.it

4.11.2016 - www.giornalesentire.it

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