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Luoghi della Memoria: i Forti del Trentino

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Storia in trincea

In Trentino i fronti della guerra hanno inciso la terra e le genti. Decine e decine di fortificazioni, centinaia di chilometri di trincee, 60 mila uomini arruolati di cui oltre 11 mila morti, 100 mila sfollati; e ancora, una terra divisa anche nelle coscienze tra chi si sentiva suddito fedele e chi invece irredentista.

Nei mesi invernali il grande “parco della memoria” rappresentato dal Trentino, con le sue fortificazioni e le centinaia di chilometri di trincee, camminamenti e gallerie, diventa teatro per un viaggio nelle culture europee. Durante il primo conflitto mondiale nelle fortezze del Trentino hanno combattuto soldati appartenenti a vari eserciti e varie nazionalità; vi erano anche migliaia di prigionieri impegnati nel lavoro coatto. Una guerra che, sotto questo aspetto, era anche una babele linguistica, un luogo di incontro e di scontro, di contaminazione e di contrapposizione.

I forti del Trentino rappresentano delle testimonianze straordinarie dal punto di vista storico e architettonico. A partire dagli anni ’90 del secolo scorso, la Provincia autonoma di Trento e i Comuni interessati hanno promosso un importante e impegnativo lavoro di recupero e di restauro. Fanno parte della  Rete Trentino Grande Guerra, un sistema territoriale che unisce realtà associative, museali ed istituzionali che in Trentino studiano, tutelano e valorizzano il complesso patrimonio culturale legato alla Prima guerra mondiale. I soggetti che attualmente fanno parte della Rete sono più di cento. Fortificazioni, musei, monumenti, escursioni, sacrari: l’amplissimo patrimonio storico ed architettonico che testimonia l’impatto del primo conflitto mondiale sul territorio trentino viene presentato ogi in maniera complessiva e suddiviso per ambito geografico di appartenenza.

La memoria diventa così occasione di scoperta per un viaggio di senso rivolto ai valori della memoria e alla conoscenza. Le immagini di questa pagina (eccettuata quella in alto di Forte Luserna) si riferiscono ai restauri del Forte di Cadine, dotato di infrastrutture multimediali. Un plastico dinamico, video con suoni e rumori, pannelli e targhette informative, proiezioni e computer touch screen sono i punti forte dell'allestimento interno di Forte Cadine, curato dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e archeologici.

Gli spazi del forte che sbarrava la strada verso Trento sono stati  completati con strumenti interattivi, installazioni sensoriali e pannelli esplicativi per fornire al visitatore le coordinate della Grande Guerra in Trentino e un quadro completo del sistema fortificato a inizio Novecento, nonché le peculiarità della Tagliata di Cadine. Alla Fondazione Museo storico del Trentino è affidata la gestione del forte.

L'estate 2016 ha ospitato “Sentinelle di Pietra”, organizzata dalla Provincia autonoma di Trento, dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara e dalla Fondazione Museo Storico. Una rassegna costellata da eventi artistici con “Arte forte”, dislocato in otto forti austroungarici del Trentino e anche il teatro. Forte Cherle ad esempio ha ospitato lo spettacolo “La guerra in casa”, prodotto dalla Compagnia Teatrincorso (regia e drammaturgia di Elena R. Marino) che racconta la Grande Guerra da un punto di vista non usuale, quelle delle donne di una terra di confine con le loro voci, le preghiere e le maledizioni, le fantasie che aiutarono a sopravvivere, la volontà di combattere interiore, che sola può davvero salvare un popolo.

Nel territorio trentino le donne si trovarono sulla linea di confine, vittime o profughe, ma soprattutto ribelli contro l’assurdità della guerra e l’arroganza della sua retorica. Voci femminili lottarono per farsi udire, per raccontare la loro versione della Grande Guerra, lo sconvolgimento che segnò irrevocabilmente l’Europa e il mondo. C’era una guerra dentro la guerra, o molte guerre che esplosero dentro quella apparente. E mentre si combatteva per il territorio, e si facevano esplodere proiettili e bombe, nelle retrovie si combattè una guerra su molti più fronti: per la giustizia e la verità, prime vittime belliche, per il senso d’umanità, per la dignità dell’essere umano in quanto tale. Le donne, mentre tentavano di difendere la famiglia e se stesse dall’apocalisse, rimasero testimoni di una lotta profonda, universale, definitiva: quella per il senso delle cose, per la dignità dell’uomo.

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della rassegna culturale estiva “Sentinelle di pietra. Di Forte in Forte sul Sentiero della Pace”, curata dal Circuito dei forti del Trentino, rete promossa dall’Assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino.


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