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Persone e idee

Riccardo Zandonai, una stella sconosciuta ai pił

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Il commento

Ero povero in canna” dirà lui stesso. “Con grave sacrificio, la mia famiglia mi mandò a Pesaro. Là vissi di miseria, di privazioni, di studio tenace”.
Quello del Liceo, a Pesaro, fu, per Riccardo Zandonai, un periodo di studio affrontato con grande tenacia e con una resistenza tale da sbalordire persino i suoi compagni e i maestri di quel Liceo Rossini, dove studiava.
“Dimostrava una resistenza  che era anche superiore alla sua piccola persona, magra e patita” scrisse il suo biografo. Era nato a Sacco 130 or sono, il 28 maggio 1883.
“Fu musicista di fama internazionale, che ha onorato il suo paese natale e l'Italia attraverso la sua vasta produzione operistica rappresentata in tutti i maggiori teatri lirici del mondo” è stato detto nelle celebrazioni per i 130 anni dalla nascita quando è stato ricordato non solo per rallentarne il lento ed inesorabile oblio dovuto al tempo, ma anche in considerazione del grande attaccamento che egli sempre nutrì per il suo paese natale, dove mosse i primi passi nel mondo della musica, dove compose le sue prime opere giovanili, dove trascorse periodi di vacanza a contatto con gli amici e dove infine volle essere sepolto nel piccolo cimitero del paese, vicino a suo padre e a sua madre.
Il suo primo violino era stato costruito nel 1890 da Francesco Giacomelli, liutaio di Sacco.
Riccardo Zandonai era anche uomo di fede e visse una “Vocazione Musicale”, come una “Missione” che gli era stata affidata. E la liturgia della parola era proprio la vocazione di Pietro e degli altri Apostoli.
E' sepolto al Cimitero di Sacco nella tomba di famiglia. Il Sindaco di allora Veronesi, con i rappresentanti del comune di Pesaro, del Conservatorio Rossini, vollero imprimere, su una lapide, le parole: “Alba di Dio! Luce di Dio! Laudata!”.
Una targa lo ricorda nella  casa natale di via Damiano Chiesa 34 a Sacco sulla facciata della casa oggi di proprietà della famiglia Cipriani e dove (casi della storia) ha sede una stamperia musicale di portata europea.
Per la sua carriera Zandonai aveva dovuto lasciare la sua terra, egli, comunque, non se ne staccò mai, con il cuore, conservando sempre profondo affetto e una grande nostalgia per la sua Borgo Sacco dove in realtà oggi non tutti sanno dove sia la casa, e dove la tomba. Perchè il compositore è purtroppo ancora un illustre sconosciuto.
Valorizzarlo è non solo doveroso, ma necessario.

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