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Scienza e ricerca

David Melcher ''In 2 secondi distinguiamo il passato dal presente''

David Melcher ''In 2 secondi distinguiamo il passato dal presente''
Pianeta cervello

Il modo in cui il nostro cervello costruisce, a partire dalle informazioni sensoriali in entrata, l’esperienza dello spazio e del tempo rimane uno dei grandi misteri delle scienze cognitive. La nostra esperienza del tempo è divisa tra presente, passato e futuro. Ma cosa rende il presente diverso da passato e futuro?

E quanto “dura” il presente? Da sempre gli psicologi sperimentali hanno tentato di scoprire come percepiamo la successione di eventi che scandiscono la nostra giornata, come costruiamo il senso del tempo. Le neuroscienze e la psicologia sperimentale ci vengono in aiuto per comprendere in che modo costruiamo tale esperienza soggettiva del presente.

Ed hanno scoperto che bastano dai 2 ai 3 secondi. E' questa la finestra temporale necessaria per la ricostruzione dell’unitarietà non solo delle immagini statiche ma anche delle esperienze più simili al mondo reale, dove la scena è in continuo cambiamento. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE e condotto da un gruppo di ricercatori del Centro Mente Cervello dell’Università di Trento guidati dal professor David Melcher.

«Il nostro sistema percettivo non registra, ma integra gli stimoli all’interno di finestre temporali. Sappiamo che all’interno di un intervallo di qualche centinaio di millisecondi le diverse informazioni in arrivo dall’este...


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