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Viaggi

Il Maso-Relais con due sole camere

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Alto Adige

(Ridnaun Bz) - E' una baita molto chic, ma all'esterno ha l'aspetto di un tipico maso dell'Alto Adige. Già menzionata in documenti del 1400, è stata la prima trattoria della Valle di Ridanna ma dal 2013, anno in cui è stata ristrutturata, è diventata anche una esclusiva maison con...due camere.

Solo 4 persone possono quindi soggiornarvi, mentre nella sottostante trattoria -  60 posti seduti - è possibile assaggiare la cucina raffinata dello chef degustando i vini della raffinata e sceltissima cantina.

"Zum Pfitsher" sorge su una valle dove milioni di secoli fa un'immensa frana aveva dato vita ad un lago.  "Le baite d'altura erano case di pescatori originariamente" ci racconta la guida che non dimentica di ricordare anche Maria, la donna altissima che quei luoghi ha abitato. "Fino a 6 anni ebbe una crescita normale, poi qualcosa nel suo corpo si scatenò ed arrivò all'altezza di due metri e 6 centimetri. Morì molto giovane a 39 anni".

La valle riecheggia ancora del mistero della "grande donna" e la tramanda  al pari di una leggenda. Le tradizioni della valle, che con la vicina Racines fa parte delle Alpine Pearls, sono perfettamente narrate anche dagli arredi del maso-ristorante.

Nella stube un grande quadro raffigurante il sacro Cuore di Gesù, dice di una comunità che ha vissuto nella fede, e che ha scandito il proprio tempo con quello delle festività religiose e delle consuetudini locali.

Come quella di fare il pane solo due volte l'anno per poi metterlo ad essiccare insieme allo speck nelle soffitte al riparo dalle manine furbe dei bambini. Il tagliere col coltello che serviva a tagliarlo in pezzettini durante l'anno, è l'oggetto tipico che si ritrova in molte case tirolesi.

Ma a  "Zum Pfitsher"  hanno fatto di più. Della stanza con fuoco aperto del piano terra che con un soffitto altissimo portava  verso l'alto il fumo necessario all'affumicazione dello speck, sono stati ricavati due piani e le due esclusive camere arredate assecondando lo stile originale a mobili contemporanei realizzati su misura dagli artigiani del legno della valle.

Le due-camere-due sono dotate di ogni confort ma all'insegna dell'understatement:  tv, frigo bar, attacco wi-fi sono celati nel legno quasi ad invitare l'ospite a staccare da tutto per concedersi alla contemplazione del luogo.

Tutto dell'architettura originaria è stato conservato: archi antichi, soffitti di legno, muri ondulati. Nella vicina stalla è stato ricavato un salone per matrimoni dove è l'odore di fieno ad accompagnare le libagioni di sposi e invitati, e dove oggi lo chef prepara gustosi aperitivi c'è invece un museo con gli oggetti di un tempo, ovvero gli arnesi usati da chi quel maso ha abitato nei secoli.

C'è l'antica tinozza per farsi il bagno, il recipiente in legno per lasciar macerare il cavolo nell'aceto per farne crauti, le pentole in rame necessarie alla produzione di burro e formaggio. Quello tipico della valle è "grigio".

Lo chef oggi lo usa per il risotto, che sul piatto arriva accompagnato dei tipici profumi di malga. Se deciderete di fare una tappa, non dimenticate però di farvi preparare il filetto di vitello, esperienza che vi porterete a lungo con voi.

"viaggi testati" - a cura di Corona Perer
giugno 2014

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