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Salute

"Mamma, ho perso il virus''

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di Manuel D'Elia

Stephen King ha dedicato all'argomento uno dei sui libri più belli, "L'ombra dello scorpione". A causa di un incidente, da un laboratorio segreto viene rilasciato un nuovo e terribile virus (mutazione della banale influenza), che in meno di 20 giorni uccide il 99,4% della popolazione mondiale. Forse è stato proprio prendendo spunto da questo romanzo che alcuni ricercatori della Fondazione Bruno Kessler hanno collaborato alla stesura dello studio "Containing the accidental laboratory escape of potential pandemic influenza viruses", recentemente pubblicato dalla rivista scientifica internazionale BMC Medicine.

In questo lavoro, i ricercatori hanno cercato di valutare quali sono le probabilità di riuscire a contenere una possibile pandemia influenzale causata da un rilascio accidentale di virus provenienti da laboratori di biosicurezza. Un rischio reale: sono alcune migliaia in tutto il mondo i laboratori di questo tipo, dove vengono "lavorati" virus potenzialmente pericolosi e la maggior parte si trova in aree altamente urbanizzate.

E per ognuno di questi laboratori, la probabilità di "fuoriuscita accidentale" è pari allo 0,3%. Basta una matematica elementare per dimostrare quindi che questi episodi non solo possono accadere ma, statisticamente, accadono. E, secondo gli autori, molto spesso nessuno se ne accorge: si tratta del 5-15% degli episodi. Per i restanti casi, dallo studio si evince che è molto più facile cercare una soluzione quando il virus "scappato" provoca sintomi evidenti e caratteristici, piuttosto che quando agisce in modo più subdolo.

Lasciamo i riferimenti di questa interessante pubblicazione in coda all'articolo per chi volesse approfondire. Ne approfittiamo qui invece per segnalare un paio di episodi a tema. Perché, forse, non sempre il rilascio di virus da laboratori di biosicurezza accade in modo "accidentale".

In un articolo di fine dicembre 2008, il Messaggero riportava la notizia di un team di ricercatori che era riuscito a ricreare il temibile virus dell'influenza spagnola, responsabile della morte di circa 50 milioni di persone tra il 1918 e il 1920. La spagnola è un virus del tipo A e sottotipo H1N1.
Per una curiosa coincidenza (e noi crediamo poco alle coincidenze), 4 mesi dopo (aprile 2009) l'Organizzazione Mondiale della Sanità lanciava l'allarme per un'epidemia causata da una variante fino ad ora sconosciuta di un virus influenzale di tipo A e sottotipo H1N1.

Si tratta di quella che diventarà famosa come "febbre suina" e che, a discapito del clamore mediatico, mieterà fortunatamente un numero di vittime inferiore alla normale influenza. Non senza aver fatto prima la fortuna delle case farmaceutiche che hanno venduto milioni di dosi di vaccino.
E veniamo così al secondo episodio, legato proprio ad una di queste case farmaceutiche, la Baxter. Siamo ancora nel 2009, febbraio, e il giornale canadese Toronto Sun riporta la conferma dell'azienda che ben 72 kg di materiale per la produzione di vaccini contro l'influenza stagionale uscito dai laboratori dell'azienda era contaminato con virus vivi dell'influenza aviaria.

Per un caso fortuito, in un laboratorio della Repubblica Ceca che aveva ricevuto una parte della fornitura si sono accorti del "pasticcio", altrimenti si sarebbe diffuso un agente patogeno con la altissima trasmissibilità della normale influenza combinato con la elevatissima mortalità dell'aviaria. Probabilmente non si sarebbero raggiunti gli effetti immaginati da King nel suo libro, ma non sarebbe certo stata una cosa da sottovalutare. La cosa interessante e preoccupante è che, secondo alcuni esperti, è praticamente impossibile che una contaminazione del genere accada in modo accidentale.



L'autore consiglia di leggere queste fonti
> Lo studio sulla fuga accidentale (in inglese)
> Ricreati in laboratorio nuovi virus potenti come la Spagnola
> Baxter: Product contained live bird flu virus
 

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