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Ambiente

Forra del Cellina: il ponte tibetano sul canyon

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16/10/2016

Le acque del Cellina conquistano il cuore immediatamente: è il torrente per definizione dalle chiare e fresche acque, di un verde smeraldino commovente. Le vedi meglio dalla Vecchia strada della Valcellina, un percorso lungo  profondi canyons scavati nelle rocce, un tempo l’unico collegamento della valle con la pianura. Oggi è meta di visitatori da ogni parte del mondo.

La Forra del Cellina presenta rocce ardite che nel corso dei millenni sono state scavate dal torrente negli strati calcarei che geologicamente sono disposti fra le due località di Barcis e Montereale, in provincia di Pordenone. In queste aree ci sono rocce carbonatiche del periodo Cretacico. Il risultato di questo lentissimo lavorìo della natura, al quale hanno contribuito anche i torrenti Molassa ed Alba, sono le  pareti verticali di straordinario fascino della Forra collocata “dentro” una Riserva Naturale gestita dal Parco Naturale Dolomiti Friulane.

Questo grande canyon, il maggiore della regione Fruli Venezia Giulia, è oggi la meta di molti giovani che imbragati come si deve hanno un'unica meta: il ponte tibetano sospeso sulla Forra, una delle più spettacolari in Italia. E' davvero uno spettacolo mozzafiato, pochi metri da percorrere con grande concentrazione, spostando ad ogni metro il moschettone. Il premio dopo la passeggiata lungo le vecchie gallerie, oggi al buio, che oggi non sono più solcate dal traffico delle auto, se non da quelle dei rangers del parco.

Per raggiungere la Forra, occorre entrare nella vecchia strada che un tempo conduceva da Erto Casso, ultime località del pordenonese, verso la pianura friulana, lungo  la Strada Statale n. 251 “della Valcellina e Val di Zoldo”. Dal Friuli, si raggiunge invece salendo da Maniago verso Montereale Valcellina, per Andreis. Dal Bellunese percorrendo il lato inverso della  Statale n. 251: all’altezza di Longarone si prosegue in direzione di Barcis attraversando i paesi di Erto-Casso, Cimolais e alcune frazioni di Claut.

Oltrepassato l’abitato di Barcis si svolta a destra verso la diga di Ponte Antoi nei pressi della quale si accede alla Riserva. E' la famosa “Stretta del Cellina” che nel 1998 è divenuta Riserva per tutelare gli aspetti naturalistici e paesaggistici di questa valle. Si tratta di un'area di circa 304 ettari che comprende il tronco superiore del canale di chiusa del torrente Cellina a valle della conca di Barcis, la stretta incisione del torrente Molassa, la parte più occidentale del bosco denominato Fara nel versante settentrionale del monte Fara (1342 metri slm) e una zona con ripide pareti rocciose nel versante settentrionale  dove c'è il monte più alto, I Cameroni (1470 metri slm).

E' la valle da cui scendevano i caregheta e i molatori, e che ha visto tante migrazioni. Oggi è un'attrazione, assolutamente emozionante.
www.giornalesentire.it - ottobre 2016
 


 
FORRA DEL CELLINA
Caratteristiche:
    Estensione: 304 ettari
    Istituzione: Legge R. n.13/1998
    Provincia: Pordenone (PN)
    Comuni: Andreis, Barcis, Montereale Valcellina
    Torrenti: Cellina, Molassa, Alba
    Vette: Cameroni (1470 m)
 

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