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Arte e cultura

Roberto Codroico, melamorfosi

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La mela in scatola

Dalle scatole alla mela in scatola. Dopo aver presentato una serie di quadri ispirati dal mondo della scatola a Villa Lagarina nelle sale espositive del piano terra di Palazzo Libera, Roberto Codroico si concentra su un prodotto popolare e tipico: la mela.

“Melamorfosi” presenta un vecchio lavoro realizzato nel 1971 e fissato con quello straordinario mezzo che è la fotografica alla quale ricorro per registrare gli avvenimenti più importanti della vita, con particolare attenzione a quelli positivi e soprattutto  sperimentazioni.

Franco De Faveri scrive: “Codroico presenta lo stacco che dalla figura, per quanto essenziale, porta all’astrazione. Un passo che in un amante ardente del colore, com’è, avviene attraverso la fotografia”.
 
Le sue sperimentazioni degli inizi degli anni settanta erano influenzate dalle opere di Vlado Kristl, Kurt Kren, Otto Muehl e dagli altri “Azionisti Viennesi” aggregati attorno alla P.A.P. Filmgalerie di Monaco, conosciuti a Venezia a margine di un seminario tenuto da Gianni Rodolino nell’ambito della Biennale.

"Per le mie performance utilizzai oggetti della vita di tutti i giorni: m’interessava la metamorfosi che avveniva a seconda della loro posizione e delle reciproche relazioni, ma soprattutto ero attratto dal ruolo del colore che gettavo sopra gli oggetti a più riprese e che colando si mescolava casualmente. Utilizzai per queste sperimentazioni anche materiali organici e in modo particolare mele e pere con una particolare attenzione per il cibo" racconta l'artista che della mela e del suo mitico significato è evidentemente innamorato.

 




 

 

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