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Popoli

Rotte del mondo 2013

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Il diritto alla salute

Sono quasi 500 i missionari e le missionarie trentine sparse nel mondo, dall'Africa all'Asia, dall'America Latina all'Europa orientale e balcanica. Circa 270 anche le associazioni laiche di volontariato che realizzano progetti di solidarietà internazionale con il sostegno della Provincia, oltre che, naturalmente, dei cittadini che in ogni modo le appoggiano.

E' stata dedicata al tema del diritto alla salute la quinta edizione della manifestazione Sulle rotte del mondo, organizzata dalla Provincia e dall'Arcidiocesi di Trento.

In Trentino la solidarietà è una prassi radicata. Rotte del Mondo 2013 ha esplorato percorsi tematici "trasversali": il primo di essi è quello della salute per tutti, della salute come diritto inalienabile ma spesso inaccessibile, a causa della povertà, della mancanza di infrastrutture e conoscenze specialistiche, di meccanismi che spesso tagliano semplicemente fuori le popolazioni più bisognose o trascurano malattie molto diffuse ma poco interessanti per quanto riguarda il riscontro economico.

Protagonisti sono stati, ancora una volta, missionari e volontari trentini, impegnati in ogni parte del mondo a lottare contro la povertà, l'emarginazione, a volte anche gli effetti delle guerre.  

Un patrimonio di esperienze e di conoscenze che, nell'arco della settimana, sarà messo a  disposizione dei trentini, in tutta una serie di dibattiti pubblici, corredati anche da mostre fotografiche, presentazioni di film e documentari, incontri nelle scuole. 

Alla cerimonia apertura erano presenti gli assessori provinciali alla salute e alle politiche sociali e alla solidarietà internazionale e convivenza, l'arcivescovo di Trento Luigi Bressan, il ministro della salute del Ghana Hanny-Sherry Avitey (> nella foto in fondo pagina), il medico e docente Eduardo Missoni e suor Aldina Viliotti, missionaria in Uganda.

Il ministro della salute del Ghana, paese che ha sviluppato stretti legami di amicizia con il Trentino, ha sottolineato che il diritto alla salute è un diritto umano di base. Non significa solo assenza di malattia, esso rende possibile il benessere della persona nella sua interezza, e dunque anche lo sviluppo economico e sociale.

"Esiste però un divario profondo fra ciò che molti paesi dovrebbero fare e la realtà. Inoltre le aspettative della popolazione crescono con il crescere del benessere e la diffusione della democrazia. Pertanto, nel mentre si sviluppano società più aperte ed egualitarie, le risorse pubbliche da destinare alla sanità spesso si contraggono. Per questo in Africa risulta fondamentale il contributo delle ong e della cooperazione, che devono lavorare in maniera integrata con gli operatori locali".

In Ghana sono stati fatti passi da gigante negli ultimi anni nel campo della salute, ma ancora non si è riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi del Millennio: nel settore infantile, ad esempio, ci sono 451 morti per 100.000 nati vivi. La malaria continua ad essere una delle malattie più diffuse, e causa il 38 per cento dei ricoveri ospedalieri. Anche l'hiv sta aumentando.

Suor Viliotti, originaria di Rizzolaga, ha trascorso gran parte della sua vita in Uganda come infermiera missionaria comboniana.

"Ho lavorato con tanta gente - ha detto - ad esempio con Carlo Spagnolli, formando il personale locale, per dare al paese un futuro. Nel 1967 nei nostri ospedali in Uganda avevamo solo 2 infermiere ostetriche specializzate, adesso tutto il nostro personale è qualificato, ed è in gran parte personale locale, anche perché noi invecchiamo, non potremo esserci sempre. Sono orgogliosa di essere trentina. Ci sentiamo benvoluti e aiutati dalla nostra terra, tutti lo sanno in Africa e un po' ci invidiano".

Il dottor Missoni ha parlato del legame fra sanità, formazione e ricerca, molto importante ovunque, anche in Trentino. "Se non riusciamo a comprendere le cause sociali del malessere - ha detto - allora siamo ben lontani dall'avere fatto passi avanti in campo sanitario. Abbiamo contribuito a costruire un modello di sviluppo basato sul consumo, sul commercio, sul profitto. Pensiamo solo in termini di crescita economica. Abbiamo bisogno di un modello di sviluppo diverso, che metta in primo piano la crescita umana e sociale".






< nella foto il MInistro del Ghana Hanny-Sherry Avitey

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